• Libri

    “Lettere”, Charlotte, Emily e Anne Brontë

    Sei vite solitarie e sfortunate nelle selvagge brughiere dello Yorkshire; sei esistenze talentuose terminate precocemente. Maria, Elizabeth, Branwell, Charlotte, Emily ed Anne Brontë, ovvero i fratelli più celebri nel mondo della letteratura, vissero presso Haworth, dove il padre, il reverendo Patrick Brontë, si era stabilito assieme alla moglie Maria Branwell. I sei figli del reverendo, rimasti presto orfani della madre, inseguono un destino altrettanto triste: moriranno di tisi e conosceranno una vita di grandi sofferenze, i cui frutti tuttavia sono un pugno di libri che consegnano loro un posto di diritto nel mondo della letteratura. Questa raccolta di “Lettere” curata da Barbara Lanati per i tipi della SE ci aiuta a…

  • Libri

    “Lo strano caso del dottor Jekyll e del signor Hyde”, R. L. Stevenson (1886)

    È certo molto rassicurante pensare che il genere horror crei personaggi e situazioni che nulla hanno a che fare con la realtà e che sia un mondo di evasione totale, per emozionarsi con sensazioni che nella vita reale non si avrà mai modo di provare. Peccato che ogni genere letterario, e ogni produzione artistica, sia figlia dell’epoca in cui è nata, e se il XIX è il secolo in cui proliferano il gotico e l’horror, non è semplicemente perché si tratta di letteratura d’evasione per amanti delle emozioni forti, ma perché le paure e gli istinti di un secolo di grandi cambiamenti, di un mondo borghese sempre più protagonista della…

  • Cinema

    “Carol”, Todd Haynes (2015)

    Si può vedere l’ultimo film di Todd Haynes senza rimanere avvolti dal turbinio di recensioni estatiche con cui è stato presentato? Evidentemente sì, giacché, per quanto possa apparire insolito un commento negativo su “Carol”, chi scrive fa davvero difficoltà a comprendere il rapimento cinefilo che l’opera di Haynes ha scatenato. Partiamo subito con il dire che la visione è stata successiva alla lettura del romanzo di Patricia Highsmith da cui la vicenda è stata tratta (“The Price of Salt”). La premessa è necessaria per giocare a carte scoperte e spiegare che non si tratta della solita diatriba tra libro e riduzione cinematografica, e che la motivazione del giudizio insoddisfacente non…

  • Libri

    “Persuasion”, Jane Austen (1818)

    Ogni volta che riapro un libro di Jane Austen mi chiedo per quale motivo non lo faccio più spesso. Come ho raccontato in altro post, la Austen è stata una delle mie letture fisse per anni, prima che il lavoro mi stancasse da tanto da privarmi della fame di libri che mi ha caratterizzato da che iniziai a leggere. E sebbene ami tutti i suoi libri, quando rileggo “Persuasion” provo la stessa calma e la stessa sensazione di consolazione provata da Sir Walter Elliot nello sfogliare il volume “Baronetage” nella prima pagina del romanzo. Si tratta di un romanzo che ha su di me un effetto balsamico. Ed è sempre…

  • Cinema

    “Bright Star”, Jane Campion (2009)

    Non è affare semplice mettere in scena la vita di un artista. Negli ultimi tempi ho potuto visionare due esempi di film che hanno tentato di raccontare un poeta, nel caso di “Il giovane favoloso”, e un pittore, nel caso di “Mr. Turner”. Entrambi mi hanno lasciata insoddisfatta e poco convinta per i motivi descritti nelle rispettive recensioni. Invece “Bright Star” di Jane Campion mi è parsa una visione molto più soddisfacente e suggestiva. L’artista al centro di questo film è il poeta John Keats, la cui vita non è raccontata da principio, ma negli ultimi tre anni di vita; precisamente dall’incontro con Fanny Brawne, la donna da lui amata,…

  • Cinema

    “Vincent & Theo”, Robert Altman (1990)

    È con estrema discrezione che Robert Altman racconta la vita di Vincent Van Gogh e il forte legame con il fratello Theodore in “Vincent & Theo”. Messi da parte gli overlapping, i peculiari movimenti di macchina e i set affollati di attori, Altman opta per uno stile più sommesso, meno ingombrante, lavorando sulla fotografia per ottenere i colori accesi e complementari della pittura di Van Gogh, e realizzare un set quanto più vicino possibile agli ambienti dipinti dal grande artista olandese. Provocatoriamente il film si apre con la vendita all’asta di un quadro di Van Gogh da Christie’s, e mentre la voce del banditore procede inesorabile nell’aumentare le quotazioni del…

  • Libri

    “The Shadow Line”, Joseph Conrad

    Fu veramente capitano di una nave, Joseph Conrad. Accadde nel 1888, quando aveva 31 anni. Si potrebbe pensare che “The Shadow Line” sia una rielaborazione mitica di quella fase della sua giovinezza, ma non è così. Il racconto non è che un ulteriore tassello del percorso di allontanamento dal senso della vita e della comunicazione verbale che contraddistingue gran parte dell’opera dell’autore polacco. Al di là della patina romantica di cui paiono essere impregnati i suoi testi, in particolar modo quelli di ambientazione marina, per via della trama avventurosa che si prefigura quasi sempre come sfida dell’uomo contro il proprio Io più nascosto, il cuore della sua scrittura risiede nella…

  • Cinema,  Da provare almeno una volta nella vita

    “Secrets and Lies”: lo sguardo di Mike Leigh

    Tanto vale dirlo subito. Protagonista di “Secrets and Lies” non è la giovane Hortense alla ricerca di certezze dopo la morte dell’amata madre, né tanto meno l’operaia di mezza età Cynthia dalla vita solitaria e rassegnata, né la maniera in cui le loro vite si incroceranno. Protagonista di “Secrets and Lies” è lo sguardo del regista, Mike Leigh, rappresentato in scena per mezzo del suo alter ego narrativo, Maurice, il fratello di Cynthia, fotografo. Quando Leigh indugia nelle session fotografiche di Maurice, pare quasi indugiare in una propria dichiarazione di poetica ancora più chiara ed incisiva del solito. Non sono infatti novità nel suo cinema la camera fissa, la ricerca…

  • Musica,  Riflessioni personali

    Io, la mia città e PJ Harvey

    Poche cose al mondo hanno il potere di calmarmi quanto le passeggiate solitarie nella mia città, che è povera, degradata e triste, ma è pur sempre la mia città, intrisa di ricordi e del vissuto mio e dei miei cari. Conosco ogni sua strada e ogni muro. Se non li percorro per troppo tempo, iniziano a mancarmi. Insomma, le voglio bene, anche se parlarne male è tra i miei hobby preferiti. Mi capita spesso di vedere ragazzi che si isolano totalmente con le cuffie, e che portano la loro musica in ogni luogo in cui vadano. Io invece, quando cammino per la mia città, non ho bisogno di alcun apparecchio,…

  • Libri

    Jane Austen: opere minori e perfidia da salotto

    Per intenderci: quando parlo di “opere minori” di Jane Austen mi riferisco ai racconti giovanili e a quelli incompleti; nella fattispecie qui parlerò di Lady Susan, I Watson e Sanditon. Tre esperimenti della Austen recentemente tradotti e raccolti da Ornella De Zordo per i tipi della Newton Compton. Mi sembra innanzitutto doveroso precisare che, tra i sogni irrealizzabili della mia vita, da molti anni figura quello di una bella spettegolata con Jane Austen. Per mia natura, essendo schiva e riservata, del gossip tende a non importarmene nulla, ma ho l’impressione che la grande scrittrice inglese avrebbe potuto farmi cambiare idea. E questo, lungi dall’essere un’attribuzione di superficialità nei suoi confronti,…