• Attualità,  Riflessioni personali

    #iorestoacasa

    C’è un gran proliferare in questi giorni di articoli e video in cui, oltre ad invitare a rimanere a casa, si offrono anche dei suggerimenti per trascorrere questo periodo di mancata socialità reale, di forzato stop. Come fosse una vacanza doverosa che gli Italiani, da bambini attivi e dinamici, devono imparare ad accettare. Mi danno un po’ fastidio quei post, quei video. Anzi, parecchio. Perché non è una vacanza. Lavorare da casa senza più avere orari non è vacanza. Come non lo è dover chiudere l’attività, o mandare a casa il personale, per il timore di contrarre il virus, o perché mancano le commesse, manca il lavoro, o per disposizioni…

  • Cinema

    “La ragazza sconosciuta”, Jean-Pierre e Luc Dardenne (2016)

    Continuano le visioni francofone di Asaka. Stavolta è il turno di “La fille inconnue” dei due fratelli belgi Jean-Pierre e Luc Dardenne. Portatori di un cinema quasi documentaristico, che pedina i propri personaggi in maniera quasi spietata, e ritrae la verità sociale della quotidiana miseria senza fare sconti (e ci si riferisce qui alle prime prove di ampio successo “La promesse” e “Rosetta”), i due fratelli registi avevano mostrato segnali di novità poetiche, aprendo il proprio cinema anche ad attori famosi, già in “Le gamin au vélo”, e in qualche maniera tale apparente evoluzione continua anche in “La fille inconnue”, in cui troviamo Jenny, una giovane dottoressa, che proprio nel…

  • Cinema,  Da provare almeno una volta nella vita

    “Ritratto della giovane in fiamme”, Céline Sciamma (2019)

    Nell’attuale panorama cinematografico europeo, due registe francesi osservo con particolare ammirazione: Claire Denis e Céline Sciamma. Se l’ultimo tratto della carriera della Denis suscita in me alcune perplessità (l’ispirazione e la lucidità di “Beau Travail” sembrano molto lontane), trovo invece sempre più interessante e stimolante la filmografia di Céline Sciamma, la cui ultima opera, “Ritratto della giovane in fiamme“, è da poco transitata per i cinema italiani. Opera molto stratificata, per la quale forse sono necessarie più visioni, il film della Sciamma utilizza la storia d’amore tra le due protagoniste per riflettere sul ruolo della donna nella cultura e nell’immaginario.Céline Sciamma ha spesso frequentato con le sue opere il mondo…

  • Cinema

    Re-visioni#4 – “Un coeur en hiver”

    Il 2020 per me si apre con una “re-visione” di un film che desideravo rivedere da tempo: “Un cuore in inverno” di Claude Sautet. Devastante visione come sempre, nonostante lo conosca a menadito. A questo giro mi ha colpito il senso di ineluttabilità e di solitudine che lambisce i personaggi: non è, come in Antonioni, una impossibilità a comunicare, ma è una inesorabilità dell’essere umano a non poter realizzare i moti del proprio cuore, a dover sempre soffocarli, guidarli, gestirli; un destino esistenziale che ci inchioda a comprendere nel momento sbagliato, alla paura, alla sofferenza, alla confusione su sé e l’altro; alla solitudine. E niente: una sceneggiatura e una recitazione,…

  • Riflessioni personali

    Attesa

    La costante sensazione di non essere ascoltata. Dovrei esservi abituata, ma ora mi pesa. Mi pesa non avere il feedback che vorrei. Mi pesa non avere una reazione, di qualsiasi genere. Una risposta. Tutto è meglio del silenzio. Tutto è meglio che non sentirsi ascoltati. E poi ho scoperto altro. Ho scoperto di non avere più nulla da dire. Mi è passata la voglia di parlare. Di scrivere. Ma forse era passata già prima. Ho scoperto il vuoto. Niente stimoli. La pagina rimane bianca. Non mi va di parlare, non ho nulla da dire. I miei stessi pensieri mi sembrano noiosi e triti. A me stessa, figuriamoci agli altri. Così…

  • Cinema

    “Il raggio verde”, Eric Rohmer (1986)

    Ero convinta che su questo blog vi fosse già una recensione dell’ottimo film di Eric Rohmer “Il raggio verde”, ma presa dal desiderio di rileggerla, ho scoperto che è rimasta solo nella mia fantasia. E forse non è un male. Qualche anno fa avrei tentennato un po’ nel valutare il peculiare carattere della protagonista Delphine, e sono felice di poter scrivere questa recensione oggi che sono più vecchia e più testarda. È un film che ho sempre amato molto, forse il mio Rohmer preferito, e trovo che invecchi benissimo. La pellicola, del 1986, fa parte del ciclo “Commedie e proverbi”, un totale di sei film ispirati a motti popolari. “Il…

  • Libri,  Riflessioni personali

    “One Art”

    The art of losing isn’t hard to master;so many things seem filled with the intentto be lost that their loss is no disaster. Lose something every day. Accept the flusterof lost door keys, the hour badly spent.The art of losing isn’t hard to master. Then practice losing farther, losing faster:places, and names, and where it was you meant to travel. None of these will bring disaster. I lost my mother’s watch. And look! my last, ornext-to-last, of three loved houses went.The art of losing isn’t hard to master. I lost two cities, lovely ones. And, vaster,some realms I owned, two rivers, a continent.I miss them, but it wasn’t a disaster.…

  • Libri,  Riflessioni personali

    Sylvia…

    … sono diversi anni che non mi riesce di terminare il tuo unico romanzo. L’ho letto tante volte, dopo l’università, prima dei trenta, subito dopo i trenta, ma poi ho iniziato a bloccarmi nella lettura. E ogni estate, ogni anno, lo riprendo in mano, con l’entusiasmo di sempre, per quella tua scrittura evocativa e nitida, quel tuo modo di raccontare l’essere giovane ed essere donna nella New York degli anni ’50; ogni anno ti rileggo e penso a Holden Caunfield ma anche a Therese Belivet, e penso ai film con Doris Day, non chiedermi perché, quelli con le schermaglie amorose su un sottofondo di vita sofisticata e lussuosa. Sarà forse…

  • Riflessioni personali

    Nonostante tutto

    Caro blog, oggi compi 7 anni. Stai diventando grande. Il mondo è cambiato tantissimo da quando sei nato. Pazzesco quante cose in 7 anni. Ancora di più se pensi alla durata della vita sulla Terra. Anche il web è cambiato molto. Anche il mondo dei blog è cambiato. La parola sta perdendo terreno contro l’immagine. Alcuni blog sono scomparsi. Altri sono deserti. Altri sono impegnati a monetizzare. In genere si legge poco, ma questa non è una novità. Penso a questi 7 anni e mi sembra di aver vissuto mille vite diverse. Cerco di ricordare Asaka quando metteva su il suo sito, e la rivedo così giovane, così tonta, così…

  • Libri

    “L’ultima lezione”, Ermanno Rea (1992)

    Sarò sempre grata a quella docente che in un corso monografico ci propose la lettura e lo studio di “L’ultima lezione”, di Ermanno Rea, all’interno di un filone letterario dedicato alla scomparsa. Questo libro era affratellato all’esemplare per eccellenza di libro sull’argomento, “La scomparsa di Maiorana” di Leonardo Sciascia. Per una buffa e triste coincidenza, sono i libri stessi a scomparire. Ricordo che all’epoca era il libro di Sciascia ad essere quasi scomparso dalle librerie (non fu facile reperirlo… però tempo un paio d’anni e venne ristampato, anche in collezione economica). Oggi invece è il libro di Rea ad essere introvabile, se non su qualche piattaforma di libri usati a…