• Libri,  Teatro

    “Zio Vanja”, Anton Čechov (1897 ca.)

    La tranquillità della residenza di campagna nella proprietà dei Serebrjakov è sconvolta dall’arrivo del padrone e della moglie. La loro permanenza mette a nudo il vuoto e il dolore delle vite di Vojnickij e della nipote Sonja, i curatori della tenuta che vivono amministrandola con meticolosa dedizione e inviando poi il denaro al professor Serebrjakov. La letteratura ottocentesca russa affonda la propria ricerca nel dolore esistenziale; e Anton Čechov ne è un fulgido esempio. La vasta raccolta di racconti, e la produzione di drammi teatrali sono impregnati di ricerca del senso della vita, dell’attimo che sfugge, della precarietà e dell’illusione. Il teatro cechoviano, in particolare, non ha timore alcuno ad affrontare…

  • Libri

    Oblomovismo

    L’Ottocento russo è un secolo di grandi scrittori. Puškin, Dostoevskij, Gogol’, Turgenev, Čechov, Tolstòj… E Ivan Aleksandrovič Gončarov, autore più defilato, meno prolifico, creatore di un neologismo entrato nella storia della letteratura e della cultura moderna: oblomovismo. Gončarov inizia a scrivere nel 1847/1848 quella che diventerà la prima parte di “Oblómov”, ma è una scrittura lenta, faticosa. Vive da anonimo impiegato, ma ha già mosso i primi timidi passi nel mondo della letteratura, sotto la protezione del nume tutelare Vissarion Grigor’evič Belinskij, grande critico letterario e presenza intima nella vita dell’autore, a disagio tra personalità ben più forti come Gogol’ e Dostoevskij. Un’amicizia destinata a finire a breve per la…

  • Da provare almeno una volta nella vita,  Libri

    Bellezza e splendore di un povero ridicolo idiota

    In quel meraviglioso romanzo che è “Il giardino dei Finzi-Contini”, la sfuggente Micol celebra il piacere infantile di essere costretti a letto dall’influenza lasciandosi intrattenere da qualche classico letterario, possibilmente di lunghezza abnorme – “Guerra e pace”, il ciclo dei “Moschettieri”… Delle parole di Micol mi sono ricordata in questi giorni in cui ho avuto il piacere di veder saltare ogni mio programma grazie alla febbre ( 😈 ), ed a farmi compagnia è stato uno dei libri che più amo, di cui ho parlato spesso in questo periodo, risvegliando in me un irrefrenabile desiderio di rileggerlo. Mi riferisco naturalmente a “L’idiota” di Fëdor Michajlovič Dostoevskij, testo che frequento con…