• Cinema

    “Dieci inverni”, V. Mieli (2009)

    È in una Venezia sospesa e nebbiosa che Valerio Mieli ambienta la sua prima opera, “Dieci inverni”. In un cinema italiano che sembra aver smarrito la propria ispirazione e la propria storia, che sembra non aver più nulla da raccontare, spunta questo piccolo e delicato film che Mieli realizza dopo il diploma al Centro Sperimentale di Cinematografia, appoggiandosi ad un romanzo omonimo da lui stesso scritto.In dieci anni, dieci malinconici e sofferti inverni, si snoda la storia d’amore tra Silvestro e Camilla, incontratisi sul vaporetto mentre approdano a Venezia per iniziare l’avventura di universitari fuori sede. Entrambi con un ingombrante peso da trascinare dietro, un alberello di cachi lui, un…

  • Cinema

    “Funny Face”, Stanley Donen (1957)

    Non sono un’amante dei musical ma mi ritrovo spesso a canticchiare un paio dei brani di questo film che ieri, in cerca di visioni leggere e poco impegnative, ho rivisto per l’ennesima volta con grande piacere. Ispirato ad un paio di musical portati in scena a Broadway qualche decennio prima, da cui derivano anche le musiche di Gershwin utilizzate nel film, “Funny Face”, nella resa italiana “Cenerentola a Parigi”, è la storia di un’anonima e triste bibliotecaria americana la cui vita viene travolta dalla redazione di una rivista di moda femminile che, notatone il fascino e la delicatezza dei lineamenti, la porta in trasferta a Parigi per la presentazione di…

  • Delirio Asakiano,  Riflessioni personali

    … e 6!

    Vabbè, uno che piazza il ritratto di Kafka in un ufficio del FBI si ama a prescindere. Se poi quell’ufficio appartiene addirittura a Gordon Cole… Insomma, sto vedendo “Twin Peaks 3”; mi sono finalmente decisa dopo un anno di tentennamenti. Mi sta piacendo tantissimo; è un concentrato della poetica e della storia filmica di Lynch, pare quasi quel “ho rivisto tutta la mia vita in un attimo” di cui si parla nei momenti in cui si avvicina la fine; è rivedere tutti i film e l’immaginario di Lynch, questa volta particolarmente sensibile ai temi dell’anzianità, della solidarietà (e della mancanza di essa), del femminile, dell’umanità. Ecco, di umanità c’è parecchio…

  • Cinema,  Libri

    “Mirna – Un diario cinematografico”, Corso Salani

    Quando si parla di artisti non più fra noi, il rischio di cadere nella retorica è alto. Sono però certa di non correre questo rischio parlando di Corso Salani, data la fame di autore introspettivo e indipendente che insegue il regista fiorentino, non precisamente uno fra i più mainstream ma sicuramente ben conosciuto agli appassionati di cinema. Ne sono certa anche perché non mi accingo a parlare di un film, ma di un libro che ruota attorno ad un film; un libro particolare, un oggetto misterioso e inclassificabile, che mi ha fatto sorridere e piangere, e pormi tanti interrogativi, rimasti insoluti dopo aver voltato l’ultima pagina. Era il maggio 2009.…

  • Cinema,  Da provare almeno una volta nella vita

    Re-visioni#3 – “I 400 colpi”

    Che dire… ogni visione di questo film porta emozioni nuove. Intramontabile capolavoro di Truffaut, il mio preferito fra i suoi, sebbene sia stato il suo primo lavoro, è veramente uno di quei film che entrano nello spettatore e lo accompagnano per tutta la vita. Antoine Doinel era Truffaut, era Leaud, è chiunque veda il film e riconosca la vera inquietudine che spinge questo bambino ribelle, incapace di conformarsi ad un mondo di apparenze e vuoto, a fuggire nonostante tutto; è chiunque si senta perso dinanzi all’immensità del mare. Libri e film per superare la lacerazione di una famiglia che non lo ama, l’amico René, altro figlio privo di genitori, come…

  • Cinema

    “Saturno contro”, Ferzan Özpetek (2007)

    Ferzan Özpetek è un regista che si staglia nel panorama filmico italiano accompagnato da valutazioni contrastate. È difficile trovare una critica cinematografica compatta nei suoi confronti, nonostante l’uscita di ogni suo nuovo film susciti sempre notevole interesse tra pubblico e giornalisti. A tale interesse non di rado si accompagna la perplessità di trovarsi dinanzi a film non convincenti, e tali dubbi riguardano, indubbiamente, anche la scelta del suo genere prediletto, il melò. A mio avviso, ma è l’opinione di una cinefila dilettantesca, quindi leggera e inconsistente come una nuvola, Özpetek soffre di un problema tipicamente italico relativamente al cinema: come pubblico, abbiamo rinnegato il genere melò. Nonostante le nostre fiction…

  • Cinema

    “Sabrina”, Billy Wilder (1954)

    E dopo “Someone like it hot” non poteva essere che la volta di “Sabrina”. Non che cronologicamente ciò abbia senso, visto che “Sabrina” risale al 1954, precedendo quindi la commedia con Jack Lemmon di cinque anni. Ma dopo aver visto all’opera la regia scoppiettante di Wilder e la recitazione esplosiva della coppia Curtis/Lemmon, c’era bisogno di tirare il fiato e rilassarsi con un evergreen della commedia sentimentale, datato sicuramente negli stilemi e nel gusto, molto meno irriverente nelle zampate graffianti di Wilder (poche, ahimè), ma comunque sofisticato nella messa in scena e nelle atmosfere. Il cast è stata probabilmente la carta vincente di un film che ha comunque fatto storia…

  • Cinema

    “Guendalina”, di Alberto Lattuada (1957)

    L’estate volge al termine, e non potrebbe esservi film migliore, per celebrare il profumo delle vacanze ormai consumatesi, di “Guendalina”, pellicola forse tra le più riuscite di Alberto Lattuada. Il film si apre con un’ultima giornata di vacanza di un gruppo di adolescenti in Versilia. Tra balli, spiaggia e biciclette, le ore scorrono velocemente ed in fretta arrivano la sera e il treno che condurrà a casa i ragazzi sfaldando la compagnia. La bella e viziata Guendalina invece rimane a Viareggio, complice l’ennesimo litigio dei genitori che fa saltare il viaggio in Europa programmato per la fine dell’estate. Quella di Guendalina è una vacanza a tempo indeterminato… uno, due, forse…

  • Cinema

    “L’arte del sogno”, Michel Gondry (2005)

    Uno dei significati principali di “La Science des rêves“ del regista francese Michel Gondry balza all’occhio nel confronto con la traduzione italiana, “L’arte del sogno”. La distribuzione nostrana ha puntato sul lato artistico del film, un’arte manuale e vintage, a metà tra l’infantile e il nostalgico, tradendo il riferimento originale alla scienza. La scienza del sogno. È questo il vero titolo. Difatti il film si apre con il protagonista, Stéphane, che spiega nella sua “Stéphane TV”, palcoscenico onirico in cui è finalmente protagonista della propria vita, la perfetta ricetta per ottenere un sogno. Incontri casuali, amori, amicizie, parentele, musiche, ricordi… mescolare il tutto, e via, si parte, mentre la voce…

  • Cinema

    “Quand on a 17 ans”, André Téchiné (2016)

    Nel cinema sfumato e drammatico di André Téchiné (classe 1943), irrompe con una ventata di freschezza “Quand on a 17 ans”, rimbaudiano sin dal titolo che evoca il primo verso della poesia “Roman”. I personaggi di Damien e Tom, protagonisti della pellicola, sono illuminati dai versi del poeta francese, che ci ricorda come i 17 anni non siano l’età della certezza e della serietà, ma l’età delle esperienze, delle contraddizioni, della conoscenza di sé e del mondo. A 17 anni Damien e Tom, compagni di scuola, non fanno che provocarsi reciprocamente. Se nel loro piccolo mondo famigliare appaiono responsabili e maturi, una volta messo piede a scuola finiscono inevitabilmente per…