• Libri,  Riflessioni personali

    Sylvia…

    … sono diversi anni che non mi riesce di terminare il tuo unico romanzo. L’ho letto tante volte, dopo l’università, prima dei trenta, subito dopo i trenta, ma poi ho iniziato a bloccarmi nella lettura. E ogni estate, ogni anno, lo riprendo in mano, con l’entusiasmo di sempre, per quella tua scrittura evocativa e nitida, quel tuo modo di raccontare l’essere giovane ed essere donna nella New York degli anni ’50; ogni anno ti rileggo e penso a Holden Caunfield ma anche a Therese Belivet, e penso ai film con Doris Day, non chiedermi perché, quelli con le schermaglie amorose su un sottofondo di vita sofisticata e lussuosa. Sarà forse…

  • Cinema

    “Funny Face”, Stanley Donen (1957)

    Non sono un’amante dei musical ma mi ritrovo spesso a canticchiare un paio dei brani di questo film che ieri, in cerca di visioni leggere e poco impegnative, ho rivisto per l’ennesima volta con grande piacere. Ispirato ad un paio di musical portati in scena a Broadway qualche decennio prima, da cui derivano anche le musiche di Gershwin utilizzate nel film, “Funny Face”, nella resa italiana “Cenerentola a Parigi”, è la storia di un’anonima e triste bibliotecaria americana la cui vita viene travolta dalla redazione di una rivista di moda femminile che, notatone il fascino e la delicatezza dei lineamenti, la porta in trasferta a Parigi per la presentazione di…

  • Libri

    “Carol – The Price of Salt”, di Patricia Highsmith (1952)

    Quasi due anni fa recensivo “Carol”, il film di Todd Haynes che pareva fare strage di cuori cinefili e che oggi, a distanza di una manciata di mesi, sembra essere già dimenticato. Non rimarrà certo negli annali della storia cinematografica, mi pare assodato, ma non ritengo possibile riferirsi con lo stesso dispregio al romanzo da cui esso è tratto, il quale, pur narrando la medesima vicenda, è di tutt’altro spessore, tutt’altra profondità. Due prodotti assolutamente slegati, in definitiva. Il romanzo a cui mi riferisco è “The Price of Salt“, poi rinominato “Carol”, di Patricia Highsmith, una delle più prolifiche e celebri scrittrici americane. Ricordo che molti anni fa avevo un’amica,…

  • Cinema

    “Sabrina”, Billy Wilder (1954)

    E dopo “Someone like it hot” non poteva essere che la volta di “Sabrina”. Non che cronologicamente ciò abbia senso, visto che “Sabrina” risale al 1954, precedendo quindi la commedia con Jack Lemmon di cinque anni. Ma dopo aver visto all’opera la regia scoppiettante di Wilder e la recitazione esplosiva della coppia Curtis/Lemmon, c’era bisogno di tirare il fiato e rilassarsi con un evergreen della commedia sentimentale, datato sicuramente negli stilemi e nel gusto, molto meno irriverente nelle zampate graffianti di Wilder (poche, ahimè), ma comunque sofisticato nella messa in scena e nelle atmosfere. Il cast è stata probabilmente la carta vincente di un film che ha comunque fatto storia…

  • Cinema,  Da provare almeno una volta nella vita

    “A qualcuno piace caldo”, Billy Wilder (1959)

    Se la Hollywood di oggi è in piena crisi, e non mi riferisco certo alla caccia alle streghe scatenatasi per i vari scandali di abusi sessuali, bensì alla qualità di un’industria cinematografica che pare abbia poco da dire da diversi anni, è impossibile contare i nomi di registi e sceneggiatori che hanno reso grande e importante la Hollywood che fu. Sempre industria rimaneva, con i propri ritmi produttivi, le proprie regole, i propri scandali, ma ha dato l’opportunità di emergere a maestranze di vario titolo che ci hanno lasciato in dote alcuni dei film più belli ed intramontabili di sempre. Fra questi io inserisco senza dubbio “Someone like it hot”,…

  • Cinema

    “Victor/Victoria”, di Blake Edwards (1982)

    Viviamo in un mondo di conquiste civili e libertà sessuale, e siamo così abituati a vedere cosce e seni esibiti ad ogni ora del giorno sul televisore, che potrei forse stupire se affermassi che un film come “Victor Victoria” al giorno d’oggi nessuno avrebbe il coraggio di realizzarlo. E non perché Blake Edwards fosse chissà quale rivoluzionario della pellicola, bensì perché la becera e sguaiata libertà di oggi cela una chiusura così retriva che una commedia elegante e impertinente come quella di Edwards non sarebbe facilmente accolta. Ammesso che si trovi in giro una leggerezza arguta quale quella di Edwards, caposaldo della commedia americana nonché autore di vari titoli celebri…

  • Cinema

    “Monsieur Verdoux”, Charles Chaplin (1947)

    In origine era Henri Landru, assassino seriale di donne sole e facoltose. Il suo caso, rimasto celeberrimo anche ai giorni nostri, ispirò a Orson Welles un film che avrebbe dovuto essere interpretato da Charles Chaplin. Qui le cose si complicano, e dalle ricostruzioni pare che Welles volesse dirigere il film perché non convinto delle capacità registiche di Chaplin; dal canto suo Chaplin pareva non poter accettare di recitare in un film diretto da altri. Oggi Orson Welles appare nei titoli di testa come l’ideatore di “Monsieur Verdoux”, diretto infine da Charles Chaplin. Un film tra i meno celebri e amati del grande Chaplin, e non per carenza artistica. “Monsieur Verdoux”…

  • Cinema

    “Carol”, Todd Haynes (2015)

    Si può vedere l’ultimo film di Todd Haynes senza rimanere avvolti dal turbinio di recensioni estatiche con cui è stato presentato? Evidentemente sì, giacché, per quanto possa apparire insolito un commento negativo su “Carol”, chi scrive fa davvero difficoltà a comprendere il rapimento cinefilo che l’opera di Haynes ha scatenato. Partiamo subito con il dire che la visione è stata successiva alla lettura del romanzo di Patricia Highsmith da cui la vicenda è stata tratta (“The Price of Salt”). La premessa è necessaria per giocare a carte scoperte e spiegare che non si tratta della solita diatriba tra libro e riduzione cinematografica, e che la motivazione del giudizio insoddisfacente non…

  • Cinema

    “Oltre il giardino”, Hal Ashby (1979)

    Gli anni Settanta del cinema americano si chiudono con un film provocatorio che punta il dito sull’ossessione per i media e per l’apparire televisivo, malattia che dunque perdura da decenni e da cui non siamo ancora in grado di disintossicarci. Punto di raccordo tra il decennio morente per la vena caustica e il decennio incombente per il peso parossistico riservato all’immagine, “Being There” di Hal Ashby è stata anche l’ennesima grande interpretazione di Peter Sellers, senza il quale è lecito chiedersi se il film avrebbe avuto la medesima riuscita. Tratto dal romanzo omonimo “Being There” dello scrittore statunitense di origine polacca Jerzy Kosinski, il quale ne ha redatto anche la…

  • Attualità,  Storia

    ‘Liberazione’ ?

    È il primo capitolo della storia del dopoguerra: come [noi americani] abbiamo frantumato i sindacati italiani, francesi e giapponesi e sventato la concretissima minaccia della democrazia popolare che stava crescendo in tutto il mondo alla fine della guerra. Il primo grosso intervento americano fu in Italia nel 1948, quando interferimmo nelle elezioni, e si trattò di un’operazione di rilievo. Vedete, gli strateghi statunitensi temevano che le elezioni democratiche sfociassero in una vittoria del movimento antifascista, e questa possibilità doveva essere scongiurata per la solita ragione: gli interessi degli Stati Uniti non vogliono al governo gente con il tipo sbagliato di priorità. E nel caso dell’Italia fecero un enorme sforzo per…