• Cinema

    “La fuga”, Delmer Daves (1947)

    “La fuga” (“Dark Passage”) di Delmer Daves fu per l’epoca un film radicale. La storia di Vincent Parry, evaso dal carcere in cui scontava una condanna per uxoricidio, e prestatosi ad un intervento di chirurgia facciale per cambiare il proprio aspetto e non essere riconosciuto, è infatti girata per circa metà film con l’espediente della soggettiva. Il vero volto di Parry non è mai inquadrato, per cui lo spettatore assiste a buona parte della prima ora del film come se guardasse con gli occhi di Parry. L’inquadratura cambia definitivamente dopo l’intervento di chirurgia plastica, quando vediamo un uomo dal volto quasi interamente bendato. Ma ci bastano gli occhi per capire…

  • Cinema

    “Vivement dimanche!”, François Truffaut (1983)

    “Vivement dimanche!” (“Finalmente domenica!”) è stato l’ultimo film girato da François Truffaut. Il grande regista francese sarebbe scomparso l’anno successivo, il 1984, per un tumore al cervello, e “Vivement dimanche!” chiude involontariamente il suo ciclo produttivo presentandosi come una somma del suo cinema, seppur privo del lato più drammatico e struggente che Truffaut seppe trasmettere in capolavori come “Les quatre-cents coups” o “L’histoire d’Adèle H.”. Presta il volto alla protagonista una delle attrici predilette da Truffaut, Fanny Ardant, qui nel ruolo di Barbara, segretaria del signor Vercel in cerca di avventure con cui placare la sua irrequietezza. Ne troverà di interessanti quando Vercel sarà accusato di una serie di efferati…