• Riflessioni personali

    Sers la bonne cause…

    … et meurs. È il tatuaggio che marchia il petto di Denis Lavant in una scena di un film a cui ripenso continuamente, nonostante non lo veda da due anni. L’immagine di questo tatuaggio, se la memoria non mi inganna, era legata a quella del bicipite fremente di Lavant. Servi la giusta causa e muori. Non è chiaro quale sia la causa portata avanti dal personaggio di Lavant, ma indubbiamente lui ne ha una e porta questa convinzione marchiata sul suo corpo. Mi chiedo se anche noi abbiamo una causa, non scelta, ma infilataci sotto pelle. Si passa l’intera vita a litigare con il mondo, ma alla fine i conti…

  • Libri

    I stepped from plank to plank

    Questo articolo nasce dal desiderio di rileggere con completezza le poesie (e le poche lettere pubblicate in Italia) di Emily Dickinson, scrittrice da me molto amata sin dai tempi dell’università. Indico qui di seguito bibliografia e sitografia che mi sono state di riferimento nello stendere queste righe. Per i testi poetici mi sono rifatta a Emily Dickinson, “Tutte le poesie”, Arnoldo Mondadori Editore, 2005, Milano, fondamentale anche per le note biografiche e l’introduzione di Marisa Bulgheroni. Per le lettere, Emily Dickinson. “Lettere. 1845-1886”, X, 2006, Einaudi, Torino, curato da Barbara Lanati. Sempre di Barbara Lanati, “Vita di Emily Dickinson”, Giangiacomo Feltrinelli Editore, Milano 2006. Vi è poi il sito www.emilydickinson.it…

  • Libri,  Riflessioni personali

    A Solitude of Space

    There is a solitude of space A solitude of sea A solitude of Death, but these Society shall be Compared with that profounder site That polar privacy A soul admitted to itself – [Finite Infinity] Nella numerazione Johnson la poesia sopra riportata è la 1695 del corpus poetico di Emily Dickinson. Emily Dickinson è la mia poetessa preferita da una mattina in cui stavo recandomi all’università. Ho sempre trovato singolare e anche buffo l’averla incontrata e conosciuta tra le strade della mia città piuttosto che nelle aule della facoltà dove pure mi ingegnavo di studiare la letteratura inglese ed americana il più possibile. Del resto è sempre stato così, quasi…

  • Libri,  Riflessioni personali

    “La Persuasione e la Rettorica”, Carlo Michelstaedter

    Un peso è per definizione destinato a non essere persuaso… Un peso pende, e se pende dipende. E se dipende ha un impedimento, la sua stessa natura di peso, che non gli permetterà mai di soddisfare la sua attrazione verso il basso, un basso che non ha una fine perché vi sarà sempre un punto inferiore rispetto al precedente. Non potrebbe mai trovare soddisfazione, mai raggiungere il punto infimo, mai essere indipendente. E qualora dovesse essere soddisfatto, semplicemente smetterebbe di esistere, perché in quella insoddisfazione consiste la sua vita. È con l’esempio del peso che pende che Carlo Michelstaedter introdusse la sua tesi di laurea intitolata “La Persuasione e la…

  • Libri

    Lo strappo nel cielo di carta di Mattia Pascal

    La tragedia di Oreste in un teatro di burattini. Frase nevralgica del romanzo che più di ogni altro, addirittura più delle figure d’inetto sveviane, mette in scena la transizione dell’uomo moderno da un mondo certo e positivamente conosciuto ad un mondo sfuggente, difficile da comprendere, nelle cui invisibili maglie Mattia Pascal (e per antonomasia noi) si dibatte dando la ridicola impressione di essere oppresso dal nulla. L’impressione di un burattino che non sappia di essere legato ad un filo ma inconsciamente tenti disperatamente di liberarsi da tale filo. Era il 1904 quando Luigi Pirandello pubblicò “Il fu Mattia Pascal”; il periodo era per lui particolarmente infausto. Il dissesto finanziario dello…

  • Cinema,  Da provare almeno una volta nella vita,  Libri

    I misteri panici di “Hanging Rock”

    On Saturday 14th February 1900 a party of schoolgirls from Appleyard College picknicked at Hanging Rock, near Mt. Macedon in the State of Victoria. During the afternoon several members of the party disappeared without a trace … Eccolo, l’inizio di “Picnic ad Hanging Rock”; nulla nasconde di quello che è il fulcro del film, l’anima di una pellicola affascinante e da decifrare. Una pellicola che ha reso celebre il suo regista, Peter Weir, nel lontano 1975, e che ha diffuso un’aura di mistero e di culto sull’omonimo romanzo di Joan Lindsay da cui è tratto il soggetto della vicenda. L’evento arcano attorno a cui ruota la storia è svelato nell’incipit,…

  • Riflessioni personali

    La vita e altre catastrofi

    È da diverso tempo che medito su quale sia il corretto modo per affrontare la vita nelle sue disparate forme e problematiche; che mi chiedo cosa sia giusto sopportare e cosa no, e fin dove sia giusto sopportare. Lo so, come inizio non è promettente, ed ero anche titubante se condividere con voi queste riflessioni. Vi dispenso pertanto dalla lettura e vi offro indulgente il mio perdono, qualora il tema non sia di vostro gradimento ( ). Avete presente quei film americani in cui c’è un protagonista che fa qualcosa controvoglia per tutta la pellicola, ripetendosi “Questa è la vita e ciò che mi offre, devo solo ritenermi fortunato ad…

  • Cinema

    “Pugna d’amore in sogno” e altri scherzi di Raoul Ruiz

    C’è un giovane studente di teologia torturato dalla lettura di Cartesio. C’è uno specchio che ruba tutto ciò che riflette. C’è un dipinto in grado di curare le malattie e spargere concupiscenza ovunque. Ci sono 22 anelli che, posseduti assieme ad una croce di Malta, permettono al possessore di vivere in luoghi diversi nello stesso tempo. Ci sono i fantasmi di due pirati che cercano un tesoro da essi stessi nascosto secoli prima. C’è un ragazzo dei giorni nostri che scopre un sito web in cui qualcuno anticipa di un giorno gli accadimenti della sua vita. E ci sono tante altre storie che si intersecano, si intrecciano, si sovrappongono, si…