• Cinema

    “Porte aperte”, Gianni Amelio

    Non ricordo un film di Gianni Amelio che non sia impregnato di un sincero afflato civile. Lungi dal tradursi in sterile didascalismo, è dai tempi de “Il ladro di bambini”, il mio primo film di Amelio visto nel 1992, che apprezzo il suo sguardo aperto al sociale, il suo cogliere la Storia che si traduce nella vita del piccolo individuo anonimo. Come Tommaso Scalia, il protagonista di “Porte aperte”, che nei tesissimi primi 13 minuti della pellicola (inizio fulminante) assassina chi lo ha licenziato, chi ha preso il suo posto, e infine la propria moglie. Il suo processo, nella Palermo del 1937, è tacito confronto tra due modi di concepire…