• Cinema

    “Nobody to watch over me”, Kimizuka Ryôichi (2008)

    Se avessi un minimo di stima per gli Academy Awards mi chiederei come abbia fatto “Nobody to watch over me” ad essere candidato come miglior film straniero nell’82a edizione. Fortunatamente non ce l’ho e ciò mi evita di pormi un ennesimo inutile problema. La pellicola di Kimizuka Ryôichi, per uno spettatore occidentale, può risultare spiazzante per ciò che racconta. Un omicida minorenne viene arrestato e la sua famiglia è sotto sorveglianza della polizia che la deve proteggere dalle aggressioni del pubblico e dal rischio del suicidio. Dico spiazzante perché a volte può risultare eccessiva una tale morbosità, persino a noi occidentali che in quanto a ciò siamo molto smaliziati. Per cui…