• Libri,  Teatro

    “Zio Vanja”, Anton Čechov (1897 ca.)

    La tranquillità della residenza di campagna nella proprietà dei Serebrjakov è sconvolta dall’arrivo del padrone e della moglie. La loro permanenza mette a nudo il vuoto e il dolore delle vite di Vojnickij e della nipote Sonja, i curatori della tenuta che vivono amministrandola con meticolosa dedizione e inviando poi il denaro al professor Serebrjakov. La letteratura ottocentesca russa affonda la propria ricerca nel dolore esistenziale; e Anton Čechov ne è un fulgido esempio. La vasta raccolta di racconti, e la produzione di drammi teatrali sono impregnati di ricerca del senso della vita, dell’attimo che sfugge, della precarietà e dell’illusione. Il teatro cechoviano, in particolare, non ha timore alcuno ad affrontare…