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    Amélie Nothomb: “Acido solforico”

    Io, di Amélie Nothomb, qualche anno fa ero quasi innamorata. Non so perché, ma anche se la mia letteratura d’elezione è quella russa, finisco sempre per innamorarmi del modo di scrivere di qualche autore di lingua francese. Nel caso della Nothomb (che in realtà è di famiglia belga), subentra anche un’aura mitica dovuta alla sua avventurosa biografia e soprattutto alla maniera in cui la reinterpreta (parlo soprattutto di “Biografia della fame”). Col tempo mi sono resa conto di apprezzare in modo particolare alcune sue opere, ma di stimarne altre decisamente meno. Cosa più che naturale, ovviamente. “Acido solforico” si colloca nel mezzo; non è tra le mie preferite in assoluto,…