Serie TV

“Story of a Man”: inno al doramismo

…ed è inutile che cerchiate doramismo sul dizionario, perché tanto non lo troverete 😛

Premesso che dorama non sono altro che le serie TV asiatiche, e premesso che se volete approfondire l’argomento potete farlo qui (grazie DAF), debbo ora riportarvi alla memoria il famoso giuramento che prestai durante la preparazione dell’esame di Letteratura Latina, secondo il quale tra me e le serie televisive non ci sarebbe stata più alcuna appassionante relazione.

Qualche anno dopo, nel corso dei miei vagabondaggi cinefili orientali, la tentazione di provare, almeno una volta, una serie asiatica si fece sempre più forte. Mi dissi allora che in fondo le serie asiatiche sono più brevi di quelle americane, che non potevo definirmi un’amante del Giappone se non ne avevo mai vista una, che solo un’insopportabile snob avrebbe amato manga, anime e film disprezzando la filmografia televisiva, eccetera eccetera.

Mi raccontai, insomma, un mucchio di balle in modo da trovare una scusa per rompere il mio giuramento :mrgreen:

Ed iniziò un’altra felice passione tra me e le serie asiatiche.

Avevo quindi deciso che il mio primo post dedicato ai dorama sarebbe stato del mio primo dorama; ho però cambiato idea dopo aver visto “Story of a man”. Perché ho cambiato idea? Perché è una di quelle serie di cui vorrei dire ai miei amici: “Cosa ti sei perso!”

Sono anni che provo a convertire chiunque mi sfiori alle visioni seriali orientali; ci sono riuscita solo con qualche membro della mia famiglia (buon sangue non mente), mentre per il resto le risposte sono sempre le stesse…

a – “Tu e le tue cineserie!”

b – “Devo ascoltarli in cinese e leggere i sottotitoli?!! Che coooosa!!!!?”

c – “Io quelli non li distinguo, sono tutti uguali”

d – “Ma cosa sono ‘ste cose strane che ti vedi?”

Premesso che io trovo più strano vedere la de Filippi o i biopic Rai che riuscirebbero a santificare Hitler, lungi dall’arrabbiarmi quando ascolto questi commenti, non posso che pensare sempre la stessa cosa… “Non sapete cosa vi perdete!!”

Per questo ho scelto di iniziare da “Story of a man”, mia visione recente che ho continuato a macerare dentro a diversi giorni dalla fine. La serie, prodotta in Corea nel 2009, mescola vari generi narrativi – l’action, il drammatico, il poliziesco, la commedia – con una compattezza e disinvoltura invidiabili. Si rimane presi sempre più dalle vicende narrate, dai personaggi in scena, dalla partita a scacchi virtuale tra Kim Shin, il protagonista, e Chae Do Woo, l’antagonista.

Kim Shin è un ragazzotto simpatico e intelligente quanto scansafatiche e perdigiorno. Il fratello maggiore gli rimprovera di non combinare nulla nella vita per pura pigrizia, nonostante la brillante intelligenza, ma nonostante questi alterchi la famiglia è tutto per Kim Shin; legatissimo alla cognata e alle due nipotine, saltuariamente dà una mano nell’azienda alimentare creata e tirata su dal fratello, mentre la sua ragazza, Seo Kyung Ah, minaccia continuamente di lasciarlo appena trovato un uomo ricco e potente, ma alla fine gli sta sempre attorno. La vita sembra facile e felice per Kim Shin, quando l’azienda del fratello viene portata alla bancarotta da false notizie diffuse dai giornali, e la storia vera e propria inizia…

La storia di Kim Shin è una storia di crescita e formazione; lui, così refrattario alle responsabilità, si trova all’improvviso addosso il peso di una vicenda difficile da districare, da risolvere, da capire; dovrà necessariamente imparare a combattere per difendersi e per difendere i suoi cari; imparerà l’importanza della conoscenza delle persone “giuste”, ma rimarrà sempre fedele a se stesso, e continuerà sempre a vedere le persone come un fine, e mai come un mezzo. Di fronte a lui il mefistofelico Chae Do Woo, grande manovratore nell’ombra di tragedie e drammi a cui rimane perfettamente impassibile; uno spettacolare esempio di uomo privo di emozioni, capace di mettere sul piatto dei suoi successi morte e disperazione, specchio di tanti personaggi reali che gestiscono le nostre vite da marionette come burattinai interessati solo al fine e non alle conseguenze.

E tutt’intorno una serie di co-protagonisti che non sono semplici comparse, ma personaggi dotati di vita e carattere propri, molteplici testimonianze di una vita in cui ogni giorno si combatte contro potere, corruzione e kafkiana burocrazia, e in cui si può sopravvivere solo mantenendo un senso di solidarietà verso gli altri.

Storia cupa ma intrigante, “Story of a Man” sa intrattenere e accattivare lo spettatore quanto farlo riflettere. E personaggi ed interpreti fanno a gara per conquistare un posto nell’animo dello spettatore; impossibile non amare Kim Shin, l’idealista ragazzotto che impara ad essere pragmatico pur non tradendo mai la sua essenza (interpretato dal compianto Park Yong Ha); o Do Jae Myung, l’avvocato internazionale apparentemente interessato più alla sua fama di sciupafemmine che alla giustizia nel mondo; o Chae Eun Soo, personificazione di una bontà mai leziosa e sempre intrisa di dolore; o il “professor Mazinga”, genio della finanza informatica celato sotto le spoglie di un fragile ragazzino autistico. E potrei continuare ancora per molto…

Non vi viene la curiosità di verificare se sia davvero così appassionante come serie? Non siete curiosi di sapere se è davvero così impossibile guardare un telefilm con dei sottotitoli?

Date un’occasione a questo bellissimo dorama; lo merita e difficilmente ve ne pentirete.

Per ulteriori approfondimenti:

– Scheda Dramawiki

– Scheda e sottotitoli italiani a cura del DAF

La mia valutazione:

[rating=9]

Specialista in Nullafacenza e critica ai Massimi Sistemi Inesistenti, maestra di Gattopardismo italiano nonché Essere in cui Accidia ed Ignavia si concentrano con rara perfezione e comunione, Asaka scrive mentre il dottor R, tra un amaretto al pistacchio e una caramella alla liquirizia, arrotonda lo stipendio come centralinista del 15** e tormenta il proprio cuscino (il quale ne è certamente contrariato).

12 Comments

  • Altair

    L’ho iniziato giusto domenica e sarà sui miei schermi anche questo weekend! 😉

    Sui dorama posso solo confermare che vale davvero la pena vederli e da un po’ di tempo a questa parte li preferisco ai telefilm di produzione occidentale. Quindi non siate timorosi, provateli almeno una volta! 😉

    ps. burocrazia kafkiana? … è meglio che mi sto zitta… anche se sarei estremamente curiosa di entrare nella testa di chi certe normative le ha scritte…

    • Asaka

      @ Altair

      Allora buona visione…poi mi fai sapere se concordi con me su quella certa somiglianza… 😉

  • fabiojappo

    a – “Tu e le tue cineserie!”
    b – “Devo ascoltarli in cinese e leggere i sottotitoli?!! Che coooosa!!!!?”
    c – “Io quelli non li distinguo, sono tutti uguali”
    d – “Ma cosa sono ‘ste cose strane che ti vedi?”

    ahahah conosco bene queste risposte; anni di promozione del cinema asiatico, dvd regalati, rassegne, articoli… Dai ogni tanto qualcun* si “acchiappa”: chi salva una vita salva il mondo intero ahhahha

    I dorama, lo sai come la penso in generale, credo non mi appassioneranno mai: a parte lo snobbismo cinematografico incontrollabile, sono davvero poco seriale: anche come fumetti/manga leggo solo romanzi grafici…

    • Asaka

      @ Fabiojappo: anche tu sai come la penso al riguardo. Tutto quello che mi prende/emoziona vale la pena leggerlo/vederlo/ascoltarlo, drama, film, quadro, fotografia che sia.

      Fosse per me passerei la vita a leggere, vedere, ascoltare… Usati rigorosamente intransitivamente 😉

      Grazie per essere passato 🙂

  • Ximi

    Asaka!!!
    Si, si… io voglio vedere assolutamente questo dorama. Tanto non c’è quasi nulla in tv! Ma presumo che le mie figliole non vorranno cimentarsi con sottotitoli e dovrò ritagliarmi un numero considerevole di ore per seguire la serie, se mi appassionerà. Perché o mi piace subito o nisba! Concordo con te sul fatto di voler assimilare tutto! Ben inteso ho dei limiti, vado a periodi.. 🙂 come i pittori con i colori. Ora mi appassiono di argomenti che qualche anno fa mi erano del tutto indifferenti. Capita! Fammi capire ma guardate la serie su dvd via internet o cosa.? Lumi, lumi!
    Ti ho scritto anche per mail, un saluto e guarisci presto!!! 🙂

    • Asaka

      Ximi!!!
      Fa piacere una reazione tanto propositiva!! È così rara…
      Per i dettagli, ti rispondo via mail…dai dai prova… Spero ti piaccia!

      Pure io vado a periodi, con i libri che leggo, con la musica che ascolto…

      Ti scrivo la mail, va’ 🙂

  • "nienteduedepassaggio"

    Passavo di qua, e ricordo di aver visto 2 dorama, di cui non ricordo e forse non voglio ricordare i titoli. Uno coreano, l’altro…pure. Un mio amico molto più appassionato di me mi dice che la regola dei dorama coreani è che un ragazzo e una ragazza si piacciono, si dichiarano a fatica dopo 5 puntate, dopo altre 5 puntate escono insieme ma senza stare mano nella mano, guai a farlo. Nell’ultima puntata fanno addirittura l’amore, ma solo perchè alla fine lui o lei muore in circostanze assurde. Io non volevo vederli, ma la mia insegnante mi ha quasi costretto.

    • Asaka

      Effettivamente la trama “tipo” di un prodotto coreano (non solo televisivo) è questa 😉
      Poi come sempre ci sono tante eccezioni e tanti modi di porre le cose. A me per esempio danno un sacco fastidio determinati stereotipi, molto diffusi e abusati, delle serie americane. Però ci sono delle serie che, nonostante questi, ho comunque amato. E indubbiamente ce ne sono altre indifendibili! I gusti son gusti.

      “Story of a man” comunque non ha niente a che vedere con la trama-tipo individuata dal tuo amico 🙂

      Ciao, grazie per essere passato!

  • Midwinter

    Che bella analisi di Story of a Man, io ebbi il colpo di fulmine con questo dorama al primo episodio. Nel panorama televisivo asiatico, io trovo che come per le serie americane ci siano tanti prodotti “seriali&banalotti”, ma per fortuna anche delle vere perle. Tra l’altro apprezzo la lunghezza limitata, non amo trovarmi invischiata in serie che durano 7-8 stagioni perche’ dopo un po’ diventano tutte ripetitive. Comunque non sapevo avessi un blog… Tornero’ a leggerti!

    • Asaka

      Ciao Mid 🙂

      Condivido, credo anch’io sia un discorso abbastanza generale, nel panorama seriale, come dicevo nel commento precedente. Circa la lunghezza, i drama coreani io li vivo sempre con molta ansia, anche quando mi “acchiappano”; anche questo, quando pensavo che erano 20 episodi…avevo gli attacchi di panico! Poi vabbé, mi ritrovo a vedere serie chilometriche, giusto per rispettare la mia sana essenza contraddittoria…
      In effetti non è da molto che scrivo sul blog; è un po’ la mia libera valvola di sfogo!

      Grazie, Mid 🙂

  • Altair

    L’ho finito di vedere la settimana scorsa e non posso fare altro che consigliarne caldamente la visione.
    Questo dorma non me lo sono “maratonata” come mi è invece successo di fare con altri titoli; ha dei ritmi decisamente più lenti, ma allo stesso tempo le situazioni affrontate, certi “face to face”, certe frasi in particolare rimangono impresse nella memoria dello spettatore anche a distanza di settimane (almeno per me è stato così, mi ha davvero coinvolta, soprattutto nella parte centrale).
    Nel complesso è tutto ben realizzato, compatto e l’amalgama davvero efficace; cosa affatto scontata visto che la direzione della narrazione sterza continuamente da una dimensione individuale e di rivalità personale a una solidarietà e collettiva che coinvolge un gran numero di personaggi, ognuno con le proprie sfaccettature, la loro funzionalità ai fini della storia e una caratterizzazione che non cade in facili contraddizioni o buonismi solo per accondiscendere le aspettative del pubblico; ho apprezzato questa coerenza. Un personaggio che mi ha colpito molto e che esce dai soliti schemi è Eun Soo. Chi ha guardato il drama con me ha detto che era un personaggio fragile, io invece l’ho trovata piuttosto matura. Ci vuole diversa forza interiore per addossarsi colpe non proprie e sentirsi ugualmente responsabile, portandone tutto il peso ogni volta che offriva le sue scuse e il suo aiuto. Ma in generale ogni personaggio, anche con poche battute, non è mai banale e riesce a lanciare spunti di riflessione. Si parla di soldi, economia, politica, aggiotaggio (reato!… ma è forse il minore di tutti quelli che vengono commessi nell’arco delle 20 puntate! XD), psicologia, amore in senso lato (chi cerca la classica storia d’amore fatta di tira e molla e triangoli – o altri poligoni – amorosi può già cambiar canale). Kim Shin ama in primo luogo la sua famiglia, suo fratello, sua cognata e le sue nipotine; ama quella che all’inizio della storia è la sua fidanzata, amerà i suoi amici e amerà quella che chiama “la sua gente”, ed è per tutte queste persone che va dritto come un treno nella sua battaglia, che all’inizio è solo personale e vendicativa per poi trasformarsi in qualcosa di costruttivo per il bene comune, avendo allargato la sua visione della società e del mondo, i suoi obiettivi, e avendo capito che “un uomo solo che guarda il muro è un uomo solo, ma due uomini che guardano il muro è il principio di un’evasione” (non è una citazione del dorama, sono parole di Diego Cugia). Ed io ho amato davvero Kim Shin (sentitamente interpretato da Park Yong Ha) e la sua caparbietà nel perseguire i suoi ideali; anche quando ha dovuto piegare le ginocchia non ha in realtà piegato Se Stesso di fronte al suo rivale, Chae Do Woo (incarnazione di un “potere” non stilizzato con la sola politica e restituito al pubblico televisivo in maniera piuttosto aderente alla realtà – cosa rara non solo in tv ma anche al cinema… di questi tempi rara anche su Corsera e Repubblica…). Incassa il colpo, si rialza e ricomincia daccapo. E Altair ha una particolare simpatia per chi viaggia in direzione ostinata e contraria e continua a spingere il suo masso verso la vetta, nonostante tutto (troppe citazioni tutte insieme? XD). In definitiva, mi è piaciuto davvero tanto! =)

    • Asaka

      Hai fatto una recensione più lunga della mia! 😯

      Eun Soo è piaciuta tanto anche a me, l’ho trovata un bellissimo personaggio.

      Grazie della marea di citazioni 😉

      Iniziamo a mostrare il muro a più persone possibile…

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