Riflessioni personali

Sparare sulla Croce Rossa

I viaggi in pullman sono per me sempre fonte di numerose riflessioni, soprattutto quando l’autista inizia a correre schiacciando l’acceleratore a tavoletta per recuperare il ritardo e impedendomi di concentrarmi sulle attività con cui solitamente impegno le mie tre ore di pendolarità quotidiana.

L’argomento del viaggio di ieri l’altro è stato “Piccoli e irrilevanti elettori parlano di politica”. Non sto a ripetere le considerazioni fatte con gli occupanti delle poltrone limitrofe, credo siano le rassegnate considerazioni che chiunque segua le vicissitudini italiane trae da una messinscena che sembra ormai non avere freni, quanto a pudore. Per quel che mi riguarda, i compagni di viaggio mi hanno un po’ aggiornata su taluni aspetti, visto che non mi sono debitamente informata… diciamo dalle elezioni di febbraio. A parte qualche lettura saltuaria, ho da concentrarmi su altre questioni e comunque a volte ritengo sia necessario staccare, per un po’, altrimenti si diventa folli. Almeno, a me accade questo.
Dalla conversazione in pullman e dalle letture ho tratto la constatazione che non è cambiato praticamente nulla, rispetto a due mesi fa. I litigi, lo spread ballerino, i soliti voltafaccia, l’eroismo di chi si sacrifica per le istituzioni italiane pur avendo pochi giorni prima assolutamente smentito… fumo negli occhi. Siamo sempre allo stesso punto. Anzi, direi peggio, perché sono state rafforzate certe dinamiche che certo non giovano ad una sedicente democrazia. Pur nello sconforto totale, per molti italiani le elezioni erano un tentativo di cambiare, in qualche maniera, la situazione di impasse in cui stagniamo; la speranza era che una scossa, una scossa di qualsiasi tipo, mutasse gli equilibri dello scenario. Questa speranza è stata totalmente disattesa, pertanto siamo esattamente allo stesso punto iniziale, e probabilmente nel momento in cui il “neo-presidente” deciderà le sorti del governo, assisteremo ad un copione già visto. Magari con un cast in parte diverso, ma la sensazione è negativa, molto negativa, per quel che mi riguarda (si sa però che io non brillo mai per ottimismo ;)). Le rimanenti mie considerazioni ve le risparmio. Sono molto amare, e penso che di amarezza ce ne sia già sin troppa in giro. Del resto finirei per ripetere molte delle cose che già scrissi mesi fa.

L’impressione è quella di girare in tondo in una gabbia priva di uscite. Una frustrazione inenarrabile.

 

 

Specialista in Nullafacenza e critica ai Massimi Sistemi Inesistenti, maestra di Gattopardismo italiano nonché Essere in cui Accidia ed Ignavia si concentrano con rara perfezione e comunione, Asaka scrive mentre il dottor R, tra un amaretto al pistacchio e una caramella alla liquirizia, arrotonda lo stipendio come centralinista del 15** e tormenta il proprio cuscino (il quale ne è certamente contrariato).

3 commenti

  • Carmen

    Quanta verità.
    Pensavo avessimo toccato il fondo, invece siamo stati in grado di mettercela tutta per continuare a scavare.
    Ho seriamente paura.

  • Asaka

    Che dire, ragazze… non ho nemmeno la forza e la voglia di ironizzare sull’attuale situazione.
    Massima solidarietà a chi si sente politicamente e culturalmente perso…

Leave a Reply

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *