Cinema

“Simon mágus” a Parigi

Su Simon Mago circolano molte diverse tradizioni in contraddizione tra loro. Si dice che da lui derivi il sostantivo “simonia” perché provò ad acquistare da Pietro la capacità di compiere prodigi. Si dice che da lui derivi lo gnosticismo, e da qui ogni eresia dei primi secoli ecclesiastici. Si dice che questo personaggio possa identificarsi con Paolo di Tarso. Si dice sia vissuto durante i regni degli imperatori Claudio e Nerone. Si dicono molte altre cose, essendo le nostre conoscenze su questo periodo storico e ambito disciplinare molto lacunose. Per una vicenda in particolare però Simon Mago è famoso e leggendario: sfidò a duello Pietro e Paolo di Tarso volendo dare prova dei propri poteri, e morì soffocato in una tomba da cui sarebbe dovuto risorgere dopo tre giorni.

1998, Parigi. Simon è stato convocato come medium dalla polizia francese per risolvere un difficile caso di omicidio. Arriva da Budapest, non conosce una parola di francese, tratta per ottenere un compenso migliore e pretende il pagamento anticipato. È flemmatico, non si scompone dinanzi a nulla e una segreta inerzia sembra possederlo. Appena posato piede a Parigi il suo sguardo è attratto da una giovane studentessa, ma è anche braccato dalla curiosità morbosa dei giornalisti e dall’ansia di rivalsa di Péter, il suo mefistofelico nemico. Péter, costantemente sconfitto da Simon, ambisce ad avere la vittoria, e pertanto lo sfida a duello: si faranno entrambi seppellire sottoterra e dopo tre giorni si vedrà chi dei due è ancora vivo.

Péter Andorai presta il volto svogliato ad un Simon che pare non avere alcuno scopo nella propria vita, di cui non si capisce fin dove arrivi il potere ma si riconosce subito quale potere sia – il potere di comprendere la mente altrui. Il personaggio di Simon sprigiona, quasi senza volerlo, un carisma che esercita la propria fascinazione su chi gli sta intorno. La comunicazione verbale gli è preclusa ma gli basta lo sguardo per attrarre irresistibilmente la giovane parigina, quasi spaventata dalla consapevolezza profonda emanata dagli occhi di Simon. E la forza del suo sguardo non ha nulla della stregoneria e del sortilegio, ma è lo sguardo di chi vive con la piena cognizione che l’intero suo potere è inutile perché priva di senso è la vita. Il corpo ingombrante e indolente di Simon attraversa Parigi alla continua ricerca di un luogo, un luogo qualsiasi, in cui poter chiudere gli occhi e dormire, dimenticare l’intero mondo che gli parla; la sua barba incolta, gli occhi tristi e il cappotto nero lo rendono quasi un mistico alla ricerca di un Senso che smentisca ciò che già sa. Eppure vi è una sorta di leggerezza in questa pellicola, veicolata da un’ironia pacata, surreale, da un montaggio sincronico, da un’atmosfera misteriosa. Quello che la regista ungherese Ildikó Enyedi crea è un film sulla conoscenza, interamente retto dagli sguardi e dalle suggestioni delle immagini. E Simon mágus, lungi dall’essere quel personaggio ambiguo ed eretico tramandato dalla patristica medievale e dalla tradizione apocrifa cristiana, diviene l’incarnazione della Conoscenza e del peso che essa comporta, come fu per chi creò il personaggio del dottor Faust, immortalato poi da Marlowe e da Goethe.

La pellicola è inedita in Italia. Si può però visionare in lingua originale con sottotitoli in italiano, e ne vale decisamente la pena.

 

Per approfondire:

– Recensione e sottotitoli di Sazuke su Asianworld

 

La mia valutazione: 9/10

 

 

Specialista in Nullafacenza e critica ai Massimi Sistemi Inesistenti, maestra di Gattopardismo italiano nonché Essere in cui Accidia ed Ignavia si concentrano con rara perfezione e comunione, Asaka scrive mentre il dottor R, tra un amaretto al pistacchio e una caramella alla liquirizia, arrotonda lo stipendio come centralinista del 15** e tormenta il proprio cuscino (il quale ne è certamente contrariato).

4 Comments

  • Alice

    Un giorno mi spiegherai dove trovi tutto questo materiale “La pellicola è inedita in Italia. Si può però visionare in lingua originale con sottotitoli in italiano”
    Nel frattempo ti va di passare nel mio giardino per un tè?

    • Asaka

      Alice, ho indicato in calce al post il link di AsianWorld, un sito in cui volontari appassionati di cinema condividono i sottotitoli di film inediti in Italia.

      Quanto al tè, temo di non aver colto, l’unica cosa che mi viene in mente è questa!

  • Alice

    Lo vedi, lo vedi? Tu sei…troppo… per me. Io sono molto “tera tera”. Era solo un invito sincero nel mio blog!

    • Asaka

      Alice, io sono troppo grulla 😀 Con me non devi dare niente per sottinteso, prendo tutto alla lettera!
      Grazie, passo subito!

      A presto!

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