Delirio Asakiano

Senza sapere

Pagina bianca. Vuoto eccitante,
in cerca di che, non bene si sa.
Va giù un tasto, ne va giù un altro.
Pesti, dolori, film inguardabili.
Panda, procioni, commenti adulanti.
Lui o lei non è quel che sembra
nei vicoli folli del web chattifero.
Procedi negli anni, un post dopo l'altro,
senza sapere in cerca di che.
Senza sapere di te e di me.
Senza sapere che un senso non c'è
in chi si riflette, adamantino
e mortifero, nelle tue ombre
per trarne sua luce.
Procedi ancora, pagina bianca
e vuoto un po' meno eccitante.
Procedi. Perché fermarti?
Procedi, e non ti curar delle ombre.
Stai un po' fuori dal mio sole.

Otto anni dal mio primo articolo. Pessimi versi da giovane, pessimi versi da vecchina. Ma gli auguri te li meritavi, blogghino mio.

Specialista in Nullafacenza e critica ai Massimi Sistemi Inesistenti, maestra di Gattopardismo italiano nonché Essere in cui Accidia ed Ignavia si concentrano con rara perfezione e comunione, Asaka scrive mentre il dottor R, tra un amaretto al pistacchio e una caramella alla liquirizia, arrotonda lo stipendio come centralinista del 15** e tormenta il proprio cuscino (il quale ne è certamente contrariato).

2 commenti

  • Santa

    Intanto e soprattutto AUGURI!
    I versi non li trovo affatto “pessimi”, anzi… ma giudicheresti il mio commento “adulante”, anche se poi finisce quasi tutto in “ante”. Ante che si aprono, si chiudono, sbattono 😉
    Ma è la festa del blog per cui ti riporto un messaggio che una persona mi scrisse quando iniziai con il mio blog, insieme a tutti i dubbi del tipo: Ma che sto facendo? 😀
    ” «Nella prefazione a “Le folgori d’agosto” (edizione Vallecchi 1973) alla domanda sul perché scrive Jorge Ibargüengoitia ha confessato che scrive un libro ogni qual volta desidera leggere un libro di Ibargüengoitia, che è il suo scrittore preferito. Quella lettura fu una folgorazione, da allora ogni volta che voglio leggere qualcosa di veramente bello e interessante che non riesco a leggere da nessuna parte, me la scrivo da me, anche perché non è mica facile per gli scrittori sapere quello che voglio leggere io».

    così faccio per i blog, scrivo e metto le cose che mi piacerebbe leggere 🙂 ”

    Continua a scrivere ciò che vorresti leggere!
    Auguri Asaka e un abbraccio.

    • Asaka

      Accipicchia Santa, non l’avevo mai vista sotto questo aspetto! Ho sempre creduto che si scrivesse per far leggere qualcosa agli altri, ma in effetti il primo “altro” siamo noi stessi… se quelle parole e quei concetti fossero già stati espressi da altri scrittori, non ci prenderemmo la briga di stenderli giù.
      Non giudicherei il tuo commento “adulante”; l’aggettivo è saltato fuori ripensando alla storia del mio blog e a tutto quello che lui, povero blogghino, ha visto nascere, crescere e a volte anche morire. E chissà quante ne vedrà ancora. 🙂
      I miei versi sono da quattro soldi, ma mi andava troppo di fare l’incursione nella metrica e mi sono voluta divertire un po’! E questo riporta al significato del tuo commento. 😉
      Grazie degli auguri, Santa. Ricambio il tuo abbraccio.

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