Delirio Asakiano,  Riflessioni personali

Scemitudine

“Scemitudine” è un lemma non presente nei dizionari da me consultati. Sarebbe invece ora di inserirlo. L’origine del nome è il latino semus, “mezzo”. Indica quindi la mancanza di qualcosa, di una parte.

La scemitudine è una dote di cui onestamente, a differenza della scemenza, mi sono sempre vantata. Anzi, da quando ho scoperto di non essere più in grado di pensare cose sceme ho sentito, appunto, mancare una rilevante parte di me.

Ma vediamo più nello specifico cosa intendo per “scemitudine”. Apporterò degli esempi a sostegno della mia tesi nel seguente elenco (era troppo tempo che non ne stilavo uno).

Si definisce “scemitudine asakiana”:

– quando ai tempi dell’università il martedì Asaka cambiava strada per passare dinanzi ad una cantina che quella mattina della settimana caricava il vino da una cisterna, con conseguente spargimento del prezioso nettare ed emanazione di celestiali effluvi per l’intera via. Essendo Ella in corso di disintossicazione dalla storica dipendenza vinicola, si faceva bastare il profumo.

– quando entra nella cantina sotto casa (che ormai da molti anni non profuma affatto) solamente per comprare la celebre bevanda gassata al limone con cui si tiene in vita nei periodi di turbe intestinali. Ormai i gestori del locale la conoscono come “la donna della Lemonsoda”.

– quando, durante le giovanili uscite, si distraeva completamente dimentica di essere in compagnia e, persa con il naso all’insù, non si accorgeva minimamente che la compagna di banco stava monologando da mezz’ora convinta di avere un’ascoltatrice.

“Ah, ma stavi parlando con me?”
“No, veramente stavo parlando da sola come una scema!”
XDD

Il mio diavoletto#6 ha infatti intuito che è più pratico e sicuro procedere con il lancio della penna, anche se nel suo caso avvertirei pure la chiamata per telepatia.

– quando in occasione di un certo Meeting insisteva per la centesima volta a chiedere alla scodinzolante accompagnatrice se volesse entrare nella Benetton pur sapendo che Costei ha in odio determinate attività commerciali (ancora mi chiedo come abbia fatto Costei a sopportarla e non mandarla a quel paese, reazione legittima e comprensibilissima in ogni essere umano avente un tasso di pazienza minore/uguale a quello di Giobbe).

– quando ride da sola pensando agli orsetti lavatori.

– quando ride da sola pensando alle granite mangiate come se fossero maki e miscelate dalla consumatrice anziché dal ristoratore.

– quando ride da sola se qualcuno estrae un fazzoletto, soffia il naso o starnutisce.

– quando ride da sola aprendo una confezione di tonno in scatola.

– quando ride da sola pensando ad una miriade di altre cose che non sto qui ad enumerare.

– quando fissa con anomalo interesse i musi di talune automobili controllando al contempo il numero di porte e i pollici dei cerchi.

– quando per strada fotografa le scritte più assurde con la remota speranza che qualcuno chiami finalmente i dannati camici bianchi ponendo fine ai suoi tormenti.

– quando fredda l’interlocutore ponendo domande metafisiche sui colori.

– quando tutti la credono assorta a lavorare ed Ella invece sta rimuginando sui versi di una canzone di Nick Drake.

– quando qualcuno fa giochi di parole a cui Ella non riesce a resistere continuando a riderne per giorni e giorni… e sì, in generale ho predilezione per quelli di certa gente in particolare.

– quando apre questo blog per scrivere e non ha nessuna intenzione di deprimersi con le solite recensioni di visioni e letture ad elevatissimo tasso drammatico.

 

Altri spunti sul significato asakiano di scemitudine potete trovarli nei famosi elenchi stilati all’inizio della mia insonnia, qui e qui (tanto lo so che avete tutti memoria del mio vizietto di parlare con i pali… vabbé, sempre meglio che parlare con le obliteratrici di nome Giovanna).

Sono certa che anche voi miei lettori siate esperti di scemitudine, altrimenti non mi leggereste, quindi non crediate di farla franca: voglio sapere in cosa consista la vostra scemitudine. Quando si esprime, come e perché.

Fatemi morire d’invidia.

 

P.S. si ringrazia per la collaborazione la sempre attenta mia correttrice di bozze di fiducia, che tiene alla correttezza morfo-lessicale-sintattica dei miei articoli molto più di me. 😀

 

 

Specialista in Nullafacenza e critica ai Massimi Sistemi Inesistenti, maestra di Gattopardismo italiano nonché Essere in cui Accidia ed Ignavia si concentrano con rara perfezione e comunione, Asaka scrive mentre il dottor R, tra un amaretto al pistacchio e una caramella alla liquirizia, arrotonda lo stipendio come centralinista del 15** e tormenta il proprio cuscino (il quale ne è certamente contrariato).

12 Comments

  • Altair

    Cos’hai da ridire su Giovanna? Ti ha fatto qualche sgarbo? Ha messo troppo inchiostro e ha sbaffato la data? Ti sta antipatica per via del nome?

    “da quando ho scoperto di non essere più in grado di pensare cose sceme”

    Ne sei proprio sicura sicura… ? 😀 [… ahi. Temevi che non sarebbe arrivata, la penna? Che bisogno c’era di tirarla con tutta quella veemenza? :P]

    • Asaka

      Cos’hai da ridire su Giovanna?

      Non voleva dirmi il suo nome. La guardavo, ma lei non parlava. Ovvio che poi ho iniziato a guardarla male.

      Ne sei proprio sicura sicura… ? 😀

      Vabbè, un minimo sindacale c’è sempre, ma va salvaguardato, come i panda-chan.
      …. Cosa vorresti insinuare…?

      [… ahi. Temevi che non sarebbe arrivata, la penna? Che bisogno c’era di tirarla con tutta quella veemenza? 😛 ]

      Scusami, Altair… non volevo farti male… Sai, noi assi delle squadre di baseball abbiamo molta potenza nelle braccia, e a volte non ci rendiamo conto di quanta forza utilizziamo. La prossima volta ti tiro un sandalo, almeno non ti sporchi di inchiostro. XDDD

  • Altair

    “La guardavo, ma lei non parlava.”

    È un’obliteratrice discreta… solo perché è diffidente verso gli sconosciuti la prendi in antipatia…? A me invece sta tanto simpatica… 🙂

    “ma va salvaguardato, come i panda-chan.”

    I panda-chan sono già una specie protetta… cosa pensi che stia a fare, Hoggy, lì impalato tutto il giorno? 😉

    “La prossima volta ti tiro un sandalo, almeno non ti sporchi di inchiostro”

    No, infatti, mi sporco di sangue per via del taglio in testa. XDDD
    Insomma, da domani mi toccherà andare in giro vestita da catcher per non soccombere alla potenza dei tuoi lanci…

    • Asaka

      solo perché è diffidente verso gli sconosciuti la prendi in antipatia…? A me invece sta tanto simpatica… 🙂

      Certo che ti sta simpatica, tu fai comunella con tutti contro di me! 😛
      Io non ero sconosciuta, mi aveva già vista meno di sei ore prima mentre agitavo la salsa. XDD

      cosa pensi che stia a fare, Hoggy, lì impalato tutto il giorno? 😉

      ………… Mi sento osservata …………….

      Insomma, da domani mi toccherà andare in giro vestita da catcher per non soccombere alla potenza dei tuoi lanci…

      Quanto sei melodrammatica! E va bene, ti lancerò solo palline di spugna inoffensive e indolori, di quelle con cui giocano i cuccioli di orsetto.
      Non devi metterti alcuna divisa da catcher per proteggerti. Non ne hai bisogno, per essere un catcher in the rye

  • Alice

    Quella volta che al cinema con mio marito abbiamo riso fino alle lacrime per un “elemento di disturbo” in una scena di un film drammatico (non era un filmone). Sai quando non dovresti ridere e invece non riesci a smettere, quasi ti soffochi, e vorresti scavarti la fossa e sotterrarti da sola? Forse è partito anche qualche shh dalle file dietro…
    Poi ne ho una collezione anche da sola, eh, come fare il pagliaccio senza guardare chi arriva…di solito un dirigente…, i miei incontri ravvicinati con una vetrata…quella volta che sono caduta distesa in avanti e mi sono alzata alla velocità della luce, continuando a camminare come niente fosse, lasciando probabilmente interdette le due persone che avevo appena superato…
    E se la memoria non mi ingannasse, come sempre, te ne racconterei molte altre
    Non temere…la scemitudine è per sempre….meglio di un diamante!

    • Asaka

      Quella al cinema è un classico. 😀 Difficile trovare un film, anche di livello, che si faccia rispettare. Nella mia città ormai arriva solo cinema commerciale o finto autorale, quindi il motivo per cui si va al cinema è uno solo: ridere stroncando. 😀

      Gli incontri ravvicinati con le vetrate e le cadute fulminee appartengono anche a me. XDD

      Non temere…la scemitudine è per sempre….meglio di un diamante!

      Già, che ingrata che sono, non apprezzo le mie ricchezze. XDD

      Ciao Alice 🙂

  • Altair

    “Certo che ti sta simpatica, tu fai comunella con tutti contro di me!”

    È ovvio. È colpa mia. Pure le obliteratrici ti ho messo contro. XDD Questa Giovanna fa addirittura finta di non conoscerti. Che ineducata. XD

    “………… Mi sento osservata ……………”

    Qualcosa mi dice che sta per arrivare una chiamata al 1522… 😀

    “E va bene, ti lancerò solo palline di spugna inoffensive e indolori”

    Insomma, qualcosa devi lanciarmela per forza… XDDD Però non sono un animale domestico da riporto, tutto quello che tiri rimane qua (a partire dalle penne senza tappo). 😛

    • Asaka

      Questa Giovanna fa addirittura finta di non conoscerti. Che ineducata. XD

      Hai detto bene! Perché io dovevo obliterare e lei si nascondeva alla mia vista! Fu la mia accompagnatrice a indicarmi dove fosse la Vile.

      Qualcosa mi dice che sta per arrivare una chiamata al 1522… 😀

      … e se avessi fatto comunella anche con loro? Se mi dicessero che le mie sono manie di persecuzione? Provo un po’ di pudore a rivelare di sentirmi perseguitata da un legno nero e da una macchina per timbrare i biglietti del treno. XDD

      Però non sono un animale domestico da riporto

      Ah no?
      Sei da appartamento, coccolone e morbidone? 😛

  • Jules

    Ciao, Asaka! Che idea carina! XD
    Proverò a tirare fuori dal cilindro qualche “scemitudine”……
    Tu hai indicato anche l’etimologia del vocabolo stesso: hai parlato di “mancanza di qualcosa” ma io preferisco vederla come un'”abitudine scema”.
    E forse qualche rotella mi “manca” dato che persevero nel fare certe figuracce… quasi le rincorro, ne ho un bisogno inconscio.

    – Una delle più ricorrenti è quella di voler prendere a tutti i costi la metropolitana pur sapendo di non farcela (ed essendo anche al corrente che il convoglio successivo passa dopo neanche 5 minuti).
    Beh, una volta mi capitò di rimanere “allegramente” in mezze alle porte….
    “Sai che novità”, dirai; il fatto è che non ebbi il tempo di riprendermi dal DOLORE del colpo iniziale che le stesse continuarono ripetutamente ad assestarmi delle “portate” nello stesso punto del primo impatto.
    Finalmente mi decisi ad entrare ma, essendo la vettura stracolma di gente, non ebbi il coraggio di lasciarmi andare a imprecazioni varie e soffocai dentro di me un misto di vergogna, dolore fisico e soddisfazione. Soddisfazione perché ce l’avevo fatta….. MALE ma ce l’avevo fatta.
    Chiamalo “Spirito di competizione” (in quel caso contro il Tempo, un avversario decisamente ostico che è solito non guardare in faccia a nessuno XD), chiamala “testardaggine”. Io la chiamo “scemitudine”.

    – Un’altra volta decisi di andare a vedere al cinema “Alì” (con Will Smith) insieme a mio fratello. Come sai ho in parte origini africane e non so proprio resistere al richiamo (che sento soltanto io XD) della mia seconda terra.
    Il cinema era uno di quelli piccolissimi, isolati….. insomma, sfigatissimo.
    Arrivammo naturalmente in ritardo e a spettacolo già iniziato. Immerso in un buio quasi totale cercai di trovare un posto libero ma la sorte volle che mi sedessi goffamente sulle gambe di un uomo. Pace, capita. >__<
    Terminato lo spettacolo, neanche a dirlo, ebbi l'occasione di avere a che fare nuovamente con lo stesso signore perché prima gli pestai un piede e, non soddisfatto, inciampai rovinosamente assestandogli anche una sonora ginocchiata (non so bene dove ma sicuramente lui accusò il colpaccio più del sottoscritto). Una volta giunto verso l'uscita – con le luci ormai accese – mi accorsi (con non poca vergogna) che lo sventurato uomo che ebbe il piacere di incontrarmi era l'unica persona presente in sala a parte me e mio fratello. Giuro.
    Ancora oggi vengo deriso per aver compiuto cotanta impresa.
    Chiamala idiozia, deficienza…… io la chiamo "scemitudine".

    A presto. Ciauuuuu 🙂

    • Asaka

      Oddio Jules, sto morendo di risate col leggere la storia di quel poveretto al cinema! XDD
      Pure lui però, tutto il cinema vuoto e si va a mettere in una posizione tale da dar fastidio agli unici due spettatori? 😀

      Le porte della metro che continuano a colpirti a ripetizione invece non riescono a farmi ridere (non mi farebbero ridere nemmeno in un film di Stanlio e Ollio). Però comprendo la tua testardaggine a voler prendere quel treno superaffollato anche se il successivo passa dopo 4 minuti. XDD

      Non ti preoccupare, con le figure di M. sei in buona compagnia!

      Ciao Jules, grazie per essere passato! 😀

  • Blogghidee

    Solo tu puoi intitolare il post “scemitudine”: lezione di modestia, di pazzia, di selvaggio indomito spirito. Meglio della scemenza che mina la mente di molte persone e ne sono anche inconsapevoli!

    • Asaka

      Lo spirito è così selvaggio e indomito che se n’è scappato senza che me ne accorgessi! Spirito, ando’ stai? XDDD

      No no Ximi, io non sono come gli altri. Sono consapevole della mia scemenza! XDDD

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