Riflessioni personali

Restyling

Non ci posso fare niente, mi piace troppo cambiare l’aspetto del sito. Avrei dovuto farlo nell’anniversario del blog, ma non avevo voglia, non avevo concentrazione, non avevo tempo… non avevo niente, insomma.

Recupero oggi, che come avrete capito sto senza fare un tubo, così mi premuro anche di mettere una toppa a quel seriosissimo post scritto in occasione della ricorrenza: rileggendolo ora trasecolo per la gravità e ponderatezza di quanto affermato, e quasi stupisco d’averlo scritto io, evidentemente colta da ispirazione in uno dei miei rari momenti di compostezza. Non vorrei però che si pensasse che sono una persona seria, e pertanto mi premuro immantinente di smentire quanti di voi mi abbiano ritenuta capace di mantenere un contegno simile per più di 5 minuti (se ve lo state chiedendo, sì, parlo in questa maniera assurda anche nella vita reale, quando ho la presenza di spirito per farlo :mrgreen: ).

Frattanto che qualcuno si decida veramente a rinchiudermi per svelare il mistero delle mie multiple personalità, avevo pensato di aggiornare la pagina “Chi sono”, ambiziosa sin dal titolo visto quanto appena detto sull’auspicio dell’arrivo dei camici bianchi; ma poi mi sono intenerita al pensiero di dover cancellare quelle ingenue parole a distanza di un anno. Non ho cuore di farlo.

Quindi la aggiorno e la integro.

La passione per la Lemonsoda è sempre lì, quella per la stampa alternativa pure (anche se ora non ho più sempre tanto fegato per farmi il sangue amaro in ogni momento della giornata), e in generale in quel paragrafo non è cambiato un gran che, a parte forse un inaspettato interesse per Bach, inoculatomi con gran pazienza da una mia stalker di demoniaca memoria. I dolori vengono al paragrafo sui film; voi non lo sapete, ma io all’atto di scrivere quelle parole avevo deciso di rivedere gran parte della filmografia di Billy Wilder e di dare pieno sfogo al mio innamoramento per Ruiz: macché, non è stato verso. Non ho mai visto così pochi film come quest’anno e non ho mai letto così pochi libri.

Non va molto meglio sul versante “cosa passi per la testa di Asaka”: continua a non saperlo nessuno, tanto meno lei medesima. La sventurata sottoscritta riteneva di potersi liberare dai propri demonietti dando loro un nome e combattendoli quotidianamente in pullman o nelle pasticcerie o nei ristoranti “Da Massimo”; ha finito invece, come potete vedere dall’illustrazione in testata, per solidarizzare con loro (o più probabilmente, i 5 si son resi conto che lei è ancora più rompiscatole di loro, e si sono pertanto arresi). Frattanto Asaka aveva il dubbio, il timore, l’infausta sensazione, che ne stesse venendo fuori un sesto, di diavoletto, sospetto divenuto concreta certezza di recente; trattasi di un #6 dispettoso, impertinente, spietato, sempre pronto con il fucile puntato a sottolineare gli errori nei miei scritti, che addirittura rilegge periodicamente per verificare se li ho corretti… un inusitato Genio del Male. Magari se li salva pure in pdf e li corregge con il lapis rosso e blu.

Ma lasciamo stare anche questo triste argomento.

Una cosa che è cambiata è invece la mia velocità di scrittura: dovete sapere infatti che a scrivere di film e libri divento sempre più lenta, mentre a scrivere fesserie le mani lavorano in default al posto del cervello. Il che la dice lunga sullo stato della mia salute cerebrale.

E dopo questi interessanti dettagli che sono certa abbiano rapito e conquistato il vostro interesse, vi saluto pregandovi di farmi notare eventuali stranezze nella grafica, visto che per qualche misterioso motivo quando vi sono errori a me non appaiono ma agli altri sì (dev’esserci lo zampino del solito #6).

 

Asaka

 

 

 

 

Specialista in Nullafacenza e critica ai Massimi Sistemi Inesistenti, maestra di Gattopardismo italiano nonché Essere in cui Accidia ed Ignavia si concentrano con rara perfezione e comunione, Asaka scrive mentre il dottor R, tra un amaretto al pistacchio e una caramella alla liquirizia, arrotonda lo stipendio come centralinista del 15** e tormenta il proprio cuscino (il quale ne è certamente contrariato).

7 commenti

  • Asaka

    [quote](quando non ti fai venire le paranoie!)[/quote]

    È così evidente che me le faccio venire? :mrgreen:

    Ciao Alice 😉

  • JulesJT

    Ciao, Asaka.
    Anche a me piace questa nuova veste grafica…… sarà che il BLU mi fa sempre un certo effetto (uno dei miei punti deboli) e inoltre trovo che il nuovo avatar ti si addica molto, con quest’aria dia persona assorta nei suoi pensieri e col simpatico diavoletto a farle compagnia…..

    P.S.
    Ma un angioletto non c’è? Cioè, non esiste nessuna figura positiva che contrasti il dominio dei diavoletti? Che sia stato messo da parte (nel senso di “eliminato”)?
    O__O’

  • Asaka

    Ma un angioletto non c’è? Cioè, non esiste nessuna figura positiva che contrasti il dominio dei diavoletti? Che sia stato messo da parte (nel senso di “eliminato”)?
    O__O’

    No, niente angioletti, noi rebels without a cause ci siamo stancati del paradiso e della bontà 😈 (per colpa di “Utahime” ho di nuovo la fissa per James Dean, di recente).
    Del resto mi sono convinta anche io di preferire i diavoletti agli angioletti; gli angioletti creano solo guai! 😆

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