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“Quand on a 17 ans”, André Téchiné (2016)

Nel cinema sfumato e drammatico di André Téchiné (classe 1943), irrompe con una ventata di freschezza “Quand on a 17 ans”, rimbaudiano sin dal titolo che evoca il primo verso della poesia “Roman”. I personaggi di Damien e Tom, protagonisti della pellicola, sono illuminati dai versi del poeta francese, che ci ricorda come i 17 anni non siano l’età della certezza e della serietà, ma l’età delle esperienze, delle contraddizioni, della conoscenza di sé e del mondo. A 17 anni Damien e Tom, compagni di scuola, non fanno che provocarsi reciprocamente. Se nel loro piccolo mondo famigliare appaiono responsabili e maturi, una volta messo piede a scuola finiscono inevitabilmente per azzuffarsi tra sgambetti e spintoni, e la loro forzata convivenza a casa di Damien non migliorerà le cose. Ma a 17 anni, Rimbaud dice bene, non si può essere troppo seri, e a suon di pugni i due ragazzi comprenderanno, ruvidamente ma intensamente, il motivo di tanta magnetica antipatia.

L’imprevedibilità dell’adolescenza balza fuori dal film con tutta l’immediatezza di cui Téchiné è capace, con la stessa effervescenza con cui Tom, fisico agile e occhi da gazzella, corre e salta per i boschi come un capriolo selvatico, innamorato dei suoi monti e delle selve, del suo lavoro di fattore, della famiglia che lo ha adottato. In confronto a lui, Damien potrebbe parere un privilegiato, cresciuto in una famiglia colta e benestante, accompagnato quotidianamente in automobile a scuola e portato per gli studi. Ma anche lui, come Tom, non viene mai scelto dai compagni per giocare nella loro squadra, e dopotutto parlare con il proprio padre militare in Medioriente via Skype, cucinare al posto della madre e prendere lezioni di autodifesa, ci raccontano molto su questo esile e mingherlino ragazzo in cerca di identità.

Le penne di André Téchiné e Céline Sciamma, in fase di sceneggiatura, colta l’ispirazione da un drama televisivo di qualche anno prima, ci regalano una storia di adolescenza scandita dai trimestri scolastici, com’è quasi naturale che sia per un diciassettenne, e dai meravigliosi paesaggi dei Pirenei che mutano assieme ai protagonisti, dalle fredde e felpate coltri di nevi invernali al calore dei monti verdeggianti che si schiudono come le labbra dei due ragazzi. E se la trama a volte può sembrare un po’ forzata, semplicistica e pretestuosa, con la presenza ingombrante della madre, che disfa e ricuce i fili della trama, e con l’eroizzazione del padre soldato in Afghanistan (e sarebbe davvero interessante sapere se il tema di Tom, valutato ottimamente dal suo insegnante, sappia offrire una visione più complessa del Medioriente), purtuttavia la delineazione dei due ragazzi, delle pulsioni che li attirano reciprocamente, del non conoscere i propri desideri, è viva e sapiente. Il personaggio di Tom in particolare, scattante ma triste, responsabile ma provocatorio, nel suo affetto per il nido famigliare da cui tuttavia teme di essere estromesso (inconsapevolmente crudele il padre nel constatare che se la moglie avesse potuto avere figli, Tom non vivrebbe con loro) emerge con vividezza e ci rimanda alla memoria quegli adolescenti che non si sa bene come trattare, come inquadrare, spigolosi e mansueti, bruschi e intoccabili.

Un film sull’omosessualità, si potrebbe pensare, e la penna della Sciamma, già autrice di “Naissance des pieuvres” e “Tomboy”, sembrerebbe confermarlo. Invece no; “Quand on a 17 ans” è un ritratto riuscito, su sfondo imperfetto, di un’età di scoperta, di vitalità, di desiderio. L’età in cui “il cuore è un folle Robinson in un romanzo”.

 

La mia valutazione: 7/10

 

“Quand on a 17 ans”, di André Téchiné

Sceneggiatura: André Téchiné e Céline Sciamma

Con: Kacey Mottet Klein, Corentin Fila, Sandrine Kiberlain, Alexis Loret

Francia, 2016; 116 minuti

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Published in Cinema

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