Riflessioni personali

Progetti

Inizio ad averne le scatole piene di questa parola. Progetti, progetti, progetti ovunque.

Sei un ricercatore e, anziché dedicarti allo studio, all’aggiornamento e alla ricerca, come presupporrebbe la tua qualifica, passi il tempo a stilare progetti per creare introiti alla tua struttura e cercare fondi e partnership per realizzarli.

Sei un insegnante e, anziché dedicarti allo studio, all’aggiornamento e all’insegnamento veri, su libri veri e non slide o fuffa online, devi raccattare iscritti e portare introiti alla tua scuola. Cioè stilare progetti pieni di fuffa-didattica che indovinate quanto arricchiscono i ragazzi?

E poi la fuffa pedagogica europea e i suoi progetti educativi e moralizzanti, bandi pieni di progetti di qua e progetti di là, valanghe di soldi versate da Bruxelles per progetti evidentemente più importanti del welfare, per cui spendere è uno spreco. Tutta fuffa dietro cui c’è il nulla.

L’unico progetto che un essere umano dovrebbe fare è il proprio, di vita: dove vorrebbe vivere, con chi vorrebbe vivere, di cosa vorrebbe vivere.

Il resto è fuffa.

Mi sa che sbagliato il titolo del post.

Specialista in Nullafacenza e critica ai Massimi Sistemi Inesistenti, maestra di Gattopardismo italiano nonché Essere in cui Accidia ed Ignavia si concentrano con rara perfezione e comunione, Asaka scrive mentre il dottor R, tra un amaretto al pistacchio e una caramella alla liquirizia, arrotonda lo stipendio come centralinista del 15** e tormenta il proprio cuscino (il quale ne è certamente contrariato).

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