Attualità,  Riflessioni personali

“Non può esserci pace in quelle terre”

Ieri mi è sfuggito, in un contesto forse poco adatto, un commento sui terribili bombardamenti con cui gli Israeliani stanno aggredendo i Palestinesi della striscia di Gaza, e la risposta che ne ho ricevuto è stata “Non può esserci pace in quelle terre”.

Non era la situazione adatta per ribattere, ed ho dovuto lasciar cadere il discorso. Ma avrei voluto argomentare che se non c’è pace non è perché un’entità astratta definita “destino” ha stabilito che il Medio Oriente debba essere teatro perpetuo di guerra. Né che forse un’entità per me ancora più evanescente definita dio ha stabilito che quelle terre debbano essere di un popolo piuttosto che dell’altro. Se non c’è pace è perché un popolo ha progettato a tavolino di costruire uno Stato, il proprio, sulle terre abitate da un altro popolo. È semplice agire umano. L’agire umano può essere modificato, se si vuole. Il problema della Palestina è che Israele non vuole.

Martedì 8 luglio Israele ha lanciato l’operazione “Margine protettivo”: tradotto, ha iniziato a bombardare Gaza di missili. In sei giorni, a quello che leggo in questo momento, sono stati lanciati più di 800 razzi che hanno causato almeno 160 vittime e oltre 1000 feriti.

Non paghi, l’ultimatum lanciato dall’esercito israeliano a nord della striscia di Gaza recita:

«Chiunque trascuri le istruzioni dell’esercito metterà la vita di se stesso e della sua famiglia a rischio. Attenzione». (volantino completo qui)

Seguono indicazioni su dove scappare (!) e la rassicurazione che l‘operazione sarà breve.

Colpisce, di questo comunicato, la totale sicurezza di sé. La certezza di essere impuniti. Di essere tacitamente appoggiati dalle potenze occidentali (per avere un’idea di quali armi abbiano a loro disposizione gli israeliani, e di chi gliele passi, leggere qui). E l’arroganza e prepotenza di avere il dominio della forza e della violenza sbeffeggiando le proprie vittime col consigliar loro di fuggire.

Del resto basta prestare un po’ di attenzione ai media nostrani. Le mosse militari di Israele sono definite come “operazioni”, “attacchi”, “assalti”. Quelle palestinesi, in maniera molto più spiccia, come terrorismo. Eppure mi pare che la parola sia calzante piuttosto per la controparte: o bombardare un popolo strappandogli la propria terra pezzo per pezzo con missili e bombe non è terrorismo?

Un piccolo esempio di scarsa obiettività da parte della stampa nostrana (ringrazio la mia lettrice più assidua per la segnalazione): in data 10/07/14, quando l’operazione israeliana era già in atto da due giorni, questa è la oscena rassegna stampa italiana. Unica voce fuori dal coro, qui. Notare che l’offensiva palestinese di cui parlano i titoloni nostrani non è stata distruttiva come quella israeliana: Almeno cinque i razzi che sarebbero stati lanciati in direzione del territorio israeliano, uno solo è arrivato a destinazione. Ma al momento non si segnalano fortunatamente né danni né feriti. (fonte) Notata la sproporzione vergognosa? Ideologia o meno, i numeri parlano chiaro.

Attenzione anche alle ricostruzioni sulla storia del conflitto: non è corretto partire dal 1948, come questa e come molte altre che ho letto in questi giorni sulle varie testate giornalistiche. Bisogna capire come si arriva a quella dichiarazione d’indipendenza d’Israele, e cercare le radici di un processo iniziato molto prima della persecuzione ebraica da parte del nazismo hitleriano. Un processo in cui l’Europa ha avuto responsabilità fondamentali che tende a dimenticare, nel momento in cui si ostina a ricostruire questa storia dal 1948 dimenticando tutti i precedenti coloniali in Medio Oriente e bancari, economici, culturali nel continente europeo. Visto che ci piace tanto parlare di Europa e santificarla, cerchiamo anche di guardarne gli aspetti meno gloriosi.

Quella timeline in link però guardatela: noterete la sproporzione immane, in ogni operazione, tra il numero di vittime palestinesi e il numero di quelle israeliane. 56, 400, 120, 1400, 170 (dal solo 2005 e chissà quanti ne mancano all’appello, data l’estrema sintesi delle slide*). Numeri da genocidio.

Già che ci siamo, qualche suggerimento pratico alle grandi personalità che pregano per la pace (giacché la guerra provoca distruzione: fortuna che qualcuno si è premurato di dirlo pubblicamente o non ci sarei mai arrivata) e che lanciano appelli o organizzano incontri d’emergenza per decidere le sorti del conflitto: si potrebbero applicare le famose sanzioni che sono rimaste lì a prendere polvere, o utilizzare un lessico leggermente più appropriato, o smettere di foraggiare Israele nei modi più disparati. Tanto per iniziare.
Sempre che la finale dei Mondiali di Calcio lasci abbastanza tempo per pensare anche a questi eventi collaterali del nostro pianeta. Mi raccomando, tutti pronti alle 21 stasera, e che vinca il più forte. Come sempre.

 

 

 

* Non riesco ancora a trovare fonti affidabili al riguardo, perché i numeri sono discordi tra loro. Si tratta comunque di decine di migliaia di vittime palestinesi.

 

 

***Aggiornamento 18/07/2014***

Iniziato l’attacco via terra da parte di israele:

http://www.independent.co.uk/news/world/middle-east/israelgaza-conflict-idf-begins-ground-offensive-9613461.html

… dopo che israele si era ostinato a bombardare, da giorni, l’ospedale Al-Wafa costringendolo all’evacuazione.

Striscia di Gaza, bombe contro un ospedale per la riabilitazione

 

 

 

Foto del post da occupiedpalestine.wordpress.com

Specialista in Nullafacenza e critica ai Massimi Sistemi Inesistenti, maestra di Gattopardismo italiano nonché Essere in cui Accidia ed Ignavia si concentrano con rara perfezione e comunione, Asaka scrive mentre il dottor R, tra un amaretto al pistacchio e una caramella alla liquirizia, arrotonda lo stipendio come centralinista del 15** e tormenta il proprio cuscino (il quale ne è certamente contrariato).

17 Comments

  • Altair

    Sottoscrivo tutto, dalla prima all’ultima parola. Ed avendo pietà dei tuoi lettori evito di segnalare fotografie disturbanti (che però potrebbero il dibattito ad una visione estremamente cruda e concreta, la concretezza di cui sono prive le migliaia di subdole parole che da anni vengono utilizzate per riempire i giornali sul genocidio del popolo palestinese).
    Non mi aspetto che le potenze occidentali facciano alcunché, visto che sostengono Israele da ogni punto di vista (e non è nemmeno difficile immaginare perché faccia tanto comodo uno Stato alleato*, collocato a tavolino in un punto geopolitico così strategico).
    Spero che qualcuno si accorga della violazione della IV° Convenzione di Ginevra e prenda una posizione netta contro Israele.

    * alleato non mio. Alleato dello Stato italiano, di quello statunitense o di qualsiasi altro stato occidentale. Ma non alleato mio.

    • Asaka

      Puoi segnalare le foto, se vuoi. Se preferisci possiamo inserire i link nel tag [spoiler].

      Per arricchire il quadro, riporto da Paolo Barnard, “Perché ci odiano” (Rizzoli, Milano 2006), che Israele “ha violato da 60 a 100 Risoluzioni dell’ONU, e poi la Convenzione di Ginevra in diversi punti fondanti e tutte le più elementari regole della legalità internazionale incluse le sentenze della Corte Internazionale di Giustizia dell’Aja” (pag. 219 dell’edizione succitata).
      Volevo inoltre segnalare, per chi avesse interesse ad approfondire la questione, che sul sito di Barnard c’è un’intera sezione dedicata al conflitto tra Israeliani e Palestinesi, ricca di materiali gratuiti estremamente interessanti, frutto del lavoro di reporter del giornalista (link qui).

      Nemmeno io mi aspetto nulla, visto che Israele ha l’appoggio della maggiore potenza mondiale, gli USA. Purtroppo le molteplici violazioni perpetrate da Israele sono sotto gli occhi di tutti; il fatto che venga lasciato agire indisturbato vuol dire che in ballo ci sono interessi economici maggiori di quanto può valere la vita di civili indifesi.
      Non è nemmeno alleato mio. Anche se disgraziatamente questo non cambia nulla.

    • Asaka

      In spoiler trovate le immagini di cui parlava Altair (grazie per averle segnalate)…

      Sono molto crude, molto più di quelle che passano sulle agenzie di stampa o testate giornalistiche. Non apritele se non ve la sentite.

      Il tag spoiler ha deciso di non funzionare più quindi vi lascio i link da copiare e incollare, eventualmente.

      Didascalia relativa alle prime due immagini:
      “Immagini del massacro di questa sera dall’ospedale Shifa. Almeno 16 persone uccise della famiglia Al Batsh e sarebbero almeno 45 i feriti quando l’aviazione israeliana ha colpito la loro abitazione dove si trova la moschea nella zona di Sha’af. L’abitazione appartiene ad un capo della polizia palestinese. Non ci sono stati razzi di avvertimento prima del bombardamento.”

      imgur.com/bbBP9mR
      imgur.com/ITfh25T

      imgur.com/1swdpc2
      imgur.com/QqL8Df8
      imgur.com/oIqbNcy

      … tutto questo mentre dall’altra parte c’è chi assiste allo show, qui.

  • Altair

    L’ospedale di El-Wafa è stato bombardato nuovamente poco fa. Spero abbiano smesso e non ci siano state conseguente per le persone al suo interno.

    Riguardo le dichiarazioni inammissibili del portavoce israeliano, che definisce l’uccisione dei quattro bambini sulla spiaggia una “tragedia”, lascio questo video, pubblicato dall’emittente francese TF1:

    http://videos.tf1.fr/jt-20h/2014/enfants-tues-a-gaza-le-bombardement-filme-par-une-equipe-de-tf1-8453439.html?xtmc=gaza&xtcr=15

    Riprende il momento in cui sono caduti i due missili sulla spiaggia di Gaza. Si vedono i bambini scappare, stanno correndo. Non si colpisce “per sbaglio” un “bersaglio” in movimento.
    Com’è quella storia che non colpiscono donne e bambini?

  • Altair

    Riporto un estratto della risoluzione della commissione dei diritti Umani delle Nazioni Unite
    [Ginevra, 23 luglio 2014]

    “[…] Decide di aprire urgentemente una commissione internazionale di inchiesta indipendente, che sarà nominata dal Presidente del Consiglio, per indagare su tutte le violazioni del diritto internazionale dei diritti umani e del diritto umanitario internazionale nei Territori palestinesi occupati, compresa Gerusalemme Est, in particolare nella Striscia di Gaza occupata, nel quadro delle operazioni militari condotte dal 13 giugno 2014, sia prima, durante o dopo, per stabilire i fatti e le circostanze di tali violazioni e dei crimini perpetrati e per individuare i responsabili, di formulare raccomandazioni, in particolare, sulle misure di responsabilità, il tutto al fine di evitare e porre fine all’impunità e assicurare che i responsabili siano chiamati a risponderne, e sui modi e mezzi per proteggere i civili contro ulteriori aggressioni, da riferire al Consiglio alla sua ventottesima sessione.

    […]

    Voti a favore (29): Algeria, Argentina, Brasile, Cile, Cina, Congo, Costa Rica, Costa d’Avorio, Cuba, Ethiopia, India, Indonesia, Kazakhstan, Kenia, Kuwait, Maldive, Messico, Marocco, Namibia, Pakistan, Peru, Filippine, Russian Federation, Sierra Leone, Sud Africa, Emirati Arabi Uniti, Venezuela, Viet Nam.

    Astensioni (17): Italia, Germania, Francia, Irlanda, Regno Unito, Austria, Benin, Botswana, Burkina Faso, Repubblica Ceca, Estonia, Gabon, Giappone, Montenegro, Republica di Corea (Sud), Romania, Ex Repubblica Jugoslava di Macedonia

    Voti contrari (1): Stati Uniti d’America.”

    Questo è il link al testo completo: http://www.ohchr.org/EN/HRBodies/HRC/SpecialSessions/Session21/Pages/21stSpecialSession.aspx

    • Asaka

      Grazie Altair. Vorrei commentare la lista degli astenuti (sui voti contrari non credo ci sia bisogno di spendere parole) ma in questo momento ho in mente le immagini dell’ennesima strage, quella odierna nella scuola.

      A me nessuno toglie dalla testa che stiano prendendo di mira, oltre che i civili in generale, proprio i bambini in particolare…

  • Altair

    L’unica testata giornalistica italiana che fa davvero informazione sul mattatoio di Gaza è “Il Manifesto”.

    Segnalo questi due articoli di ieri 26/07; il primo fa chiarezza sulla propaganda e strategia politica che il governo israeliano ha attuato per “giustificare” l’inizio degli attuali bombardamenti, il secondo fotografa lo stato di devastazioine di Gaza e la disperazione dei suoi abitanti.

    “La polizia di Tel Aviv: «Netanyahu sapeva che i 3 ragazzi erano stati uccisi subito, e non da Hamas»”
    http://ilmanifesto.info/attacco-preordinato/

    “Ritorno tragico tra le macerie di Gaza”
    http://ilmanifesto.info/le-macerie-di-gaza/

    • Asaka

      Avevo letto i due articoli, mi pare li avesse segnalati anche Rosa Schiano.

      “Il Manifesto” è vittima del solito pregiudizio che vuole i suoi articoli politicamente schierati, cosa che comunque è valida per ogni giornale, solo che nel caso de “Il manifesto” ha l’onestà intellettuale di scrivere chiaramente il proprio orientamento. Gli altri quotidiani lo nascondono pretendendo di essere obiettivi. Ma lasciamo stare.

      Il senso del mio discorso è che, schierato o meno, questi fatti non li ha riportati nessun altro in Italia (correggimi se sbaglio, Altair). E sono FATTI, verificabili sulla stampa estera. Non opinioni politicamente schierate.

  • Altair

    Sì, li ha segnalati anche lei. 😉

    Lucia Goracci (inviata a Gaza di Rainews24 – e non mi esprimo sulla vergognosa propaganda filoisraeliana che il network guidato da Monica Maggioni sta portando avanti) ha evidentemente le mani legate. Cerca di raccontare alcuni fatti, di riprendere alcuni scenari, ma è visibilmente trattenuta nello scegliere le parole da pronunciare… insomma si mantiene in quella soglia che le permette di fare un po’ (un po’ troppo poco) di informazione, senza perdere il posto di lavoro in Rai. Ma “mostrare qualcosa” non significa “fare informazione” (poiché sono troppi gli elementi e le dinamiche omesse).

    Immagino che “Il Manifesto” sia vittima dei pregiudizi di cui parli. Per quel che mi riguarda non ho nessun giornale “preferito”, leggo con diffidenza ogni notizia che leggo, e condivido solo quelle che ritengo oggettive e offrono analisi il più possibile complete e veritiere (e non è sempre facile orientarsi nel capire quali lo siano davvero).
    Di tutte le notizie che ho letto finora posso ritenere professionale, su questo argomento, solamente “Il Manifesto”.
    Per il resto, la maggiore opera di informazione, con aggiornamenti continuativi, documentazione fotografica e video, e per contatto diretto con la popolazione, la stanno facendo gli attivisi e i volontari internazionali che si trovano sul territorio di Gaza (come Rosa Schiano e Samantha Comizzoli).

    … io non so davvero quale coraggio e forza d’animo debba avere il personale medico di Gaza che negli ultimi venti giorni si è trovato a soccorrere migliaia di persone dilaniate dai bombardamenti (senza considerare che gli stessi medici e infermieri hanno subìto perdite durante gli attacchi agli ospedali e alle ambulanze).

    • Asaka

      Non seguo i servizi della Goracci. Non ho un network o una testata di riferimento, e ho l’abitudine di soffermarmi su una sola notizia e saltare da un sito all’altra per verificare il modo in cui viene declinata, chi aggiunge qualcosa, chi riporta le medesime parole dei comunicati stampa, quali sono gli orientamenti. Ed è palese che tutte le testate nazionali siano filoisraeliane, e che gli elementi vengano “omessi”, creando una storia falsa. Ieri, ad esempio, cercavo la notizia dell’ammissione israeliana relativa ai tre ragazzi rapiti, e sono riuscita a trovarne segno solo su alcuni siti internet, molti dei quali nemmeno sono testate giornalistiche.

      “Il Manifesto” ha una sofferta vicenda editoriale che non conosco abbastanza bene per commentare. Ciò su cui mi interessava soffermarmi è che spesso basta leggere “quotidiano comunista” per ritenerlo inaffidabile a priori, quando poi i quotidiani più letti offrono un’informazione subdola, lacunosa e distorta. E nessuno dice niente solo perché non hanno l’avvertenza “quotidiano capitalista”. E anche se l’avesse, farebbe meno paura.
      Concordo del tutto con te anche quando affermi che la maggiore opera di informazione la stiano facendo attivisti e volontari internazionali. È quello che ripeto io da giorni a chiunque mi capiti a tiro. E naturalmente il loro operato non si limita a questo: il tentativo di salvare vittime rendendosi “scudi umani”, pur sapendo che si contrappongono alla presunzione di chi ritiene di essere impunibile e ha in spregio i diritti umani, e in generale il loro attivismo, li rendono persone che io stimo fortemente.

      Come stimo il personale medico di Gaza, per gli stessi motivi da te elencati, per i rischi a cui consapevolmente si espongono.

      Insomma, la vedo esattamente come te.

      P.S. Nonostante la tregua, a leggere ciò che scrivono alcuni attivisti, come Fred Ekblad, i Palestinesi continuano a morire…

    • Asaka

      Non lo fanno per avidità… lo fanno per missione. Grazie del link, Altair.

      Per ora la Striscia è chiusa. C’è stato un tentativo di alcuni colleghi chirurghi, che hanno provato a passare, ma non sono riusciti a entrare. Non è stato fatto entrare nessun convoglio umanitario che non fosse governativo o delle Nazioni unite, da quando è iniziata l’aggressione di terra.

      Come fanno i viveri raccolti dalle associazioni umanitarie ad accedere…?

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