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Dopo le elezioni 2013

Prosieguo del post precedente. Un prosieguo che onestamente non ho alcuna voglia di scrivere, quindi perdonate la trascuratezza e pochezza di quanto sto per buttare giù.

Le elezioni son passate, e noi ancora non si sa di che morte periremo. Fino a qualche anno fa quando si votava avvertivo quasi un senso di tifoseria, nello sperare che vincesse una forza politica anziché un’altra. Diciamo che un po’ ci credevo, in quella crocetta che apponevo. La tifoseria è diventata disperazione quando il governo Berlusconi, tornato nel 2008, ha fatto l’inimmaginabile. Eppure nel contempo che perdevo lavoro, serenità, salute e speranze ho avuto anche modo di perdere la convinzione dell’esistenza di una sorta di purezza nella sinistra. La sinistra attualmente non esiste. E domenica, di fronte alla scheda elettorale, mi pareva di trovarmi innanzi ad un Giano trifronte, o quadrifronte, o quello che volete voi. Nessuna alternativa. Nessun programma serio in campagna elettorale. Nessuna forza che abbia pronunciato parole coraggiose o anche solo vagamente razionali, concrete e derivanti da una seria analisi della situazione italiana ed europea.

Con questo non intendo dire che non abbia provato ribrezzo per il riuscito tentativo di infinocchiare e comprare ancora una volta gli italiani. Ma ne provo altrettanto per quelle forze che si dicono riformiste e per riforme concepiscono solo tagli, disoccupazione e deprivazione del welfare, che si fingono sdegnose e sono solo vigliacche. Che non hanno il coraggio di mettere in discussione i propri dogmi, che ripetono a pappardella come si ripetono le litanie in chiesa, senza nemmeno rendersi conto di ciò che stanno dicendo. Di certo non esiste forza politica o movimento in cui mi rispecchi anche solo vagamente, e questo già da diversi anni.

Per concludere, non sono amareggiata dai risultati delle elezioni e dai preoccupanti scenari che si aprono. Era tutto largamente prevedibile.

L’amarezza la sto covando da molto prima delle elezioni.

 

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Published in Attualità Riflessioni personali

4 Comments

  1. Asakaaa! Che tristezza. Sì, hai ragione non c’è da sorprendersi. Ma quando sento dire che l’innominabile è come gli altri, che sono tutti uguali mi cadono le braccia. La gente si è dimenticata tutto. E’ la rappresentazione in grande del pubblico della convention Green Power che rideva alle battute di B. e forse questa situazione di empasse, in fondo, ce la meritiamo.
    Detto questo, stiamo a vedere. Io non riesco a smettere di sperare che prima o poi qualcosa cambierà.

  2. Asaka Asaka

    Be’, l’innominabile è “più uguale degli altri”… Nessuno vuole togliergli il riconoscimento d’aver fatto da apripista ad una serie di comportamenti ignobili nella gestione della cosa pubblica, comportamenti che grazie a lui sono diventati la norma. Ed è di questo che mi arrabbio. Facile fare gli snob quando poi però quei comportamenti vengono fatti propri e anzi nulla si fa per evitare che determinate situazioni si ripetano di nuovo. Facile e ipocrita.
    Il mio non è un discorso generalista, della serie “tanto sono tutti uguali”, insomma.
    E continuo a credere che i veri problemi attuali, le vere sfide dell’oggi, siano bellamente ignorate da tutte le forze politiche,
    Mi spiace, Alice, non posso farci niente, per ora di speranza non ne ho nemmeno un briciolo 🙁

  3. Haha Asaka. Ho scritto anche io in un commento che il nano è “più uguale degli altri” e che c’entravano anche i maiali, ma mi è stato risposto che i maiali si potrebbero offendere! Non so cosa dirti per tirarti un po’ su, ma ti faccio tanti in bocca al lupo per quello che desideri. Chi segue la LOA ti direbbe di cercare di essere positiva ed io un pochino ci credo.

    • Asaka Asaka

      Non temere, l’amarezza mi sprona ancora di più ad approfondire i miei studi, quindi la considero positiva. 😉 Alla LOA tendo a non credere, ma indubbiamente, se il panorama italiano è generalmente privo di luce, la speranza me la danno persone conosciute fisicamente o in rete che valgono molto più di quanto i nostri capi credono, e che, prima o poi, qualcosa di importante la faranno.
      Quello che desidero? Che gli italiani recuperino un minimo di dignità. Il resto, tra cui il ragionare con la propria testa, verrebbe da sé.

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