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Chi sono

Sketch#5Sono una fanciulla tenera, gentile e rompiscatole (molto), cresciuta con la venerazione precoce dei libri (grazie, nonna T.)  e quella tardiva dei film (grazie, enrico ghezzi). Tra queste due passioni ci metto pure quella per i manga, per la pittura, per il disegno, per la musica, per la stampa alternativa quando tenta di dire ciò che la stampa ufficiale tace, per la legalità, per la libertà, per la Verità, per la Lemon Soda, per il mare, per i software che non so usare (quelli che so usare perdono in interesse, di modo che dimentico come si usino e quindi poi mi piacciono di nuovo), per la Storia, per la comunicazione, per l’Oriente… Insomma, una mina vagante a cui piace far tutto e che sa fare ben poco. :mrgreen:

I miei libri preferiti sono stati per lungo tempo i romanzoni russi, soprattutto quelli più tragici e nichilisti (presente quelli in cui il protagonista finisce pazzo o muore? Quellì là), ma ho sempre amato anche la corrente romantica inglese ed italiana (a patto ovviamente che il protagonista finisse pazzo o morisse) e  la letteratura femminile inglese, dalla Austen, capace di imbastire tredicimila variazioni sarcastiche sullo stesso canovaccio, alla Woolf, cui in gioventù dedicai molteplici ritratti (e ben lo sa la mia compagna di banco alle superiori). Però mi piace anche molto altro, eh! 😉

I miei film preferiti sono probabilmente le commedie di Lubitsch e di Billy Wilder, quasi tutta la cinematografia di Chaplin e il cinema muto francese; tra i miei cult figurano anche “Picnic ad Hanging Rock”, una manciata di film di Rivette, e in questo periodo sono in pieno innamoramento per Raoul Ruiz. Fino a pochi anni fa macinavo cinema di ogni nazionalità; ora purtroppo son costretta a macinare cose di altro genere, e quindi il tempo per il cinema si è notevolmente ridimensionato. Ma il sacro fuoco dei fratelli Lumière è ancora lì che arde!

Quando posso (quasi mai) mi presto come subber (con esiti spero non troppo infelici) su AsianWorld.

Non so bene cosa mi passi per la testa, e nonostante questo problema mi attanagli da sempre, ancora non mi ci abituo!

 

PERCHÈ QUESTO BLOG (E PERCHÈ QUESTO TITOLO)

 

Il blog, per una semplice motivazione. Avevo bisogno di fare qualcosa che mi piacesse. E quindi, scrivere. E quindi, leggere e vedere qualcosa di cui scrivere.

Il titolo: perché amo il famoso romanzo di Raymond Queneau intitolato “Zazie nel métro”, e penso che il métro sia metafora della vita, dell’osservazione, dell’apprendimento e della crescita.
E poi anche perché segretamente ambisco a diventare più rompiscatole della piccola Zazie. :mrgreen:

Se vorrete seguirmi nel mio giro in métro e interagire con me, non potrà che farmi piacere. 😉

12 Comments

  1. Eve Eve

    lubitsch *O* chaplin! wilder! i romanzoni russi! zaziee <3 quante cose in comune, sigh.

    sì, è un commento molto intelligente, me ne rendo conto.
    (sono la eve -venus in furs- di asianworld. sono venuta a dare un'occhiata, presa dalla curiosità 😀 hai un blog carinissimo)

    • Asaka Asaka

      Ciao Eve, grazie di essere passata 🙂

      Io lo dico sempre: al giorno d’oggi mancano i lubitsch, i chaplin, i queneau. A costo di sembrare una vecchina nostalgica: più Belinski per tutti!!

  2. Dopo il tuo commento a “L’idiota” sono passato dalle “tue parti”. 🙂

    • Asaka Asaka

      Grazie d’esser passato “dalle mie parti”. 🙂
      A presto!

  3. Antonietta Antonietta

    Mi sento confusa.
    Meglio, mi sento preda di una sindrome confusionale acuta.
    Ho una sintomatologia precisa ed inconfutabile:
    disorganizzazione spazio- temporale;
    riduzione delle funzioni cognitive;
    alterazione dello stato di coscienza.
    E tutto questo più del normale.
    Sostanzialmente, si manifesta con la sottoscritta che:
    perde il pullman
    perde i libri prestati
    presta i libri perduti.

    E tutto questo è colpa della nuova grafica di questo sito.
    Io sono un animale abitudinario.
    Più animale che abitudinario.
    Ergo, non potete mica cambiarmi dall’oggi al domani i punti di riferimento.
    Ergo, protesto vivamente.
    Ergo, attendo che si ritorni allo status quo ante.
    Con tanto di scuse, neh!

    • presta i libri perduti

      E presti anche i libri non tuoi?

      Ad ogni modo capisco come ti senti. Anche la mia natura (bestiale) è di tipo conservativo. Ma ho voluto fare qualcosa di trasgressivo, anche se immaginavo che animi semplici e delicati, come il tuo, avrebbero potuto rimanerne traumatizzati.

      Indietro ormai non si può andare.

      Ma se deciderai di salvaguardare la tua serenità allontanandoti da questo sito, non ti fermerò.

      [e quando hai perso il pullman come ti sei recata nel tuo paradiso lavorativo? Con la capretta? XDDD]

  4. Antonietta Antonietta

    Questione 1
    Con la capretta? Jamais.
    Ho tirato fuori il dito da autostoppista, il cartello con sopra scritto ‘New Orth’ e, tosto, s’è fermato un trattore, con tanto di trattorista moldavo e nerboruto.

    • Sì, beh, a bordo di un trattore senza conducente non credo saresti andata molto lontana.

      Peccato però, avresti potuto usare un asciugamano per fare l’autostop, e magari ora ti ritroveresti a Maghrathea.
      Ma capisco che New Orth sia un luogo troppo affascinante per essere subissato dall’universo.

  5. Antonietta Antonietta

    La risposta è 42.
    Non aggiungo altro.

    • Così parlò Antonietta.

      Amen.

  6. Cocò Cocò

    ciao posso seguire i tuoi scritti e magari interagire con te??? la recensione sull’Idiota è meravigliosamente intensa coinvolgente….
    grazie
    Cocò

    • Ciao Cocò,
      se non volessi condividere alcuni miei pensieri non pubblicherei… grazie a te di aver letto e avermi espresso la tua opinione.

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