• Delirio Asakiano,  Riflessioni personali

    … e 6!

    Vabbè, uno che piazza il ritratto di Kafka in un ufficio del FBI si ama a prescindere. Se poi quell’ufficio appartiene addirittura a Gordon Cole… Insomma, sto vedendo “Twin Peaks 3”; mi sono finalmente decisa dopo un anno di tentennamenti. Mi sta piacendo tantissimo; è un concentrato della poetica e della storia filmica di Lynch, pare quasi quel “ho rivisto tutta la mia vita in un attimo” di cui si parla nei momenti in cui si avvicina la fine; è rivedere tutti i film e l’immaginario di Lynch, questa volta particolarmente sensibile ai temi dell’anzianità, della solidarietà (e della mancanza di essa), del femminile, dell’umanità. Ecco, di umanità c’è parecchio…

  • Attualità,  Delirio Asakiano,  Riflessioni personali

    L’importante è guardare in avanti

    C’è che a fermarsi un attimo per guardare il mondo, sembra così assurdo che nemmeno negli incubi dell’artista più sregolato e maledetto.   Voglio dire, è un mondo in cui chi ama l’arte si deve vergognare; i partiti che perdono le elezioni rischiano di rientrare dalla finestra, e quelli che vincono non vogliono governare; le informazioni sono così tante che uno smette di leggerle; la scuola è un diritto e quindi è presa a calci; l’insegnante è un pubblico ufficiale e se gli si manca di rispetto è colpa sua; i film, per puntare all’Oscar, devono sfrondarsi di sottotesti e puntare alla metafora trita; la metafora trita viene ribattezzata “grado…

  • Delirio Asakiano,  Riflessioni personali

    Scemitudine

    “Scemitudine” è un lemma non presente nei dizionari da me consultati. Sarebbe invece ora di inserirlo. L’origine del nome è il latino semus, “mezzo”. Indica quindi la mancanza di qualcosa, di una parte. La scemitudine è una dote di cui onestamente, a differenza della scemenza, mi sono sempre vantata. Anzi, da quando ho scoperto di non essere più in grado di pensare cose sceme ho sentito, appunto, mancare una rilevante parte di me. Ma vediamo più nello specifico cosa intendo per “scemitudine”. Apporterò degli esempi a sostegno della mia tesi nel seguente elenco (era troppo tempo che non ne stilavo uno). Si definisce “scemitudine asakiana”: – quando ai tempi dell’università…

  • Delirio Asakiano,  Lingua

    Pareva desso, ma poi non era

    La cosa bella della lingua italiana è che si può dire tutto ed il contrario di tutto ed è sempre corretto. Questa riflessione, che mi coglie ogni volta che studio qualche testo di linguistica e che tiro fuori ogni qualvolta qualcuno tenta di incastrarmi sulla presunta scorrettezza di alcune mie espressioni, mi è tornata in mente anche leggendo “Malalingua”, un agile libretto divulgativo che il linguista Pietro Trifone ha scritto per ripercorrere quella che lui definisce “la pattumiera della lingua italiana”, ovvero errori, volgarità e modi di dire poco ortodossi che hanno caratterizzato la storia della nostra lingua, da Dante ai giorni nostri, e che spesso sono entrati nell’immaginario e…

  • Delirio Asakiano,  Riflessioni personali

    Un anno di fesserie

    Se non me l’avessero fatto notare, non ci avrei nemmeno prestato caso. Al fatto che è ormai un anno che ho aperto questo blog, intendo. Mi sembra ieri, ma in effetti è stato l’estate scorsa. Proprio oggi è un anno da quando ho pubblicato i miei primi post, questo in cui mi presentavo, e questo in cui parlavo del libro che mi ha ispirato nel titolo del sito e vorrei che mi ispirasse anche nella vita. Un tempo ricordavo tutte le date più assurde, mi prendevano anche in giro per gli anniversari senza senso che celebravo, e questo non l’avrei certamente dimenticato. Mi ha lasciato un effetto strano rendermi conto…