Riflessioni personali

Attesa

La costante sensazione di non essere ascoltata.

Dovrei esservi abituata, ma ora mi pesa. Mi pesa non avere il feedback che vorrei. Mi pesa non avere una reazione, di qualsiasi genere. Una risposta. Tutto è meglio del silenzio. Tutto è meglio che non sentirsi ascoltati.

E poi ho scoperto altro. Ho scoperto di non avere più nulla da dire. Mi è passata la voglia di parlare. Di scrivere. Ma forse era passata già prima. Ho scoperto il vuoto. Niente stimoli. La pagina rimane bianca. Non mi va di parlare, non ho nulla da dire.

I miei stessi pensieri mi sembrano noiosi e triti. A me stessa, figuriamoci agli altri.

Così prendo il mio silenzio e me lo tengo stretto.

Riparto dai miei libri, abbandonati per mesi e ora lentamente ripresi.

Riparto dai miei film, ultimamente gentili nei miei confronti: due visioni meravigliose una di fila all’altra. Cosa chiedere di più?

Riparto da loro.

In attesa di ripartire da me.

Specialista in Nullafacenza e critica ai Massimi Sistemi Inesistenti, maestra di Gattopardismo italiano nonché Essere in cui Accidia ed Ignavia si concentrano con rara perfezione e comunione, Asaka scrive mentre il dottor R, tra un amaretto al pistacchio e una caramella alla liquirizia, arrotonda lo stipendio come centralinista del 15** e tormenta il proprio cuscino (il quale ne è certamente contrariato).

8 commenti

  • Massimo

    Sono arrivato a questo blog per caso leggendo il pezzo su “Rushmore” di Wes Anderson. Poi ho fatto un giro ed ho notato cose interessanti (Sylvia Plath, Ermanno Rea, Pj Harvey) percorso che si è bloccato quando sono arrivato a questa riflessione personale “Attesa” che suona come un abbandono. Non so se è stata scritta il 1 dicembre del 2019 e quindi è recente o se risale ad anni precedenti. Per quel che può servire a posteriori è un peccato ma almeno l’attesa di una risposta è finita…

    Saluti

    • Asaka

      Salve Massimo, e grazie della tua risposta.
      “Attesa” è stata scritta il 1 dicembre 2019, e, nonostante fosse facilmente fraintendibile, si riferisce ad una condizione esistenziale, particolarmente sentita in questa fase della mia vita.
      Forse sì, anche questo sito ne è coinvolto, ma qui è stata una mia scelta; mi piace l’idea che sia libero da social network, che si arrivi qui tramite ricerche e non perché retwittati, ribloggati, e via discorrendo.
      Il tuo voler condividere una risposta nonostante non ci conosciamo mi ha fatto estremamente piacere, e te ne ringrazio tanto. Dopotutto sì, mi sono sentita ascoltata…
      Ti auguro buone cose, e buone feste.

  • Massimo

    Ricambio gli auguri, ho iniziato una mia personale retrospettiva di Wes Anderson, quando (e se) arriverò in fondo ti dirò se condivido la tua idea di un autore che con il tempo ha perso smalto con l’aumentare del budget. Di base non è il mio cinema elettivo ma ogni tanto bisogna confrontarsi con modelli diversi. Ad majora !

    • Asaka

      Una retrospettiva su Wes Anderson? Sono curiosissima di sapere come considererai l’insieme della sua carriera. Magari mi indurrai a recuperare qualche pellicola su cui ho apposto una croce nera indelebile!
      Buone visioni!

  • Santa

    Alla fine dei miei post, non so se l’hai notato, scrivo una “raccomandazione”, cambia ogni anno, come cambiamo noi. Quest’anno, e per il 2020, ho scelto “Amati incondizionatamente”. Questo auguro anche a te, indipendentemente dalle scelte che operi, come lo rivolgo a me, lo rivolgo a te con lo stesso affetto. A presto, in qualunque forma sarà. Auguri di tutto cuore. Ti abbraccio forte.
    Ps Hai tanto da dire ; ) :*

  • Alice

    Ciao Asaka
    assalita dalla nostalgia, sono rientrata nel mio blog e ho visto che quasi tutti i blog che seguivo sono fermi da almeno tre anni. Tu no.
    Perciò non credo che tu non abbia niente da dire, né qui né nella vita.
    Io ho nostalgia di quel periodo. Mi sono estraniata, la vita a volte porta altrove, ma chissà….
    Buone feste Asaka

    • Asaka

      Alice! ♥
      Ma mi credi se ti dico che proprio ieri sono passata per il tuo blog Alice dalla nascita? Ci passo ogni tanto sperando in un aggiornamento… Ti ho pensato in modo particolare in questi giorni.
      Vorrei chiederti come va, come stanno i tuoi ragazzi, come si è evoluta la situazione al lavoro…
      Ma il blog è pubblico e non è il posto ideale per parlarne.
      Penso che sia difficile rimanere gli stessi e praticare le stesse attività in ogni fase della nostra vita. Ella ci porta sempre altrove… Il problema è se questo altrove ci soddisfi o meno, anche se talvolta sembra non esserci scelta, e allora la sensazione di soffocamento diviene più pesante da sopportare.
      Grazie per essere passata, non immagini quanto mi abbia fatto piacere rileggerti!
      Un abbraccio non forte, ma fortissimo!

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