Riflessioni personali

Attesa

La costante sensazione di non essere ascoltata.

Dovrei esservi abituata, ma ora mi pesa. Mi pesa non avere il feedback che vorrei. Mi pesa non avere una reazione, di qualsiasi genere. Una risposta. Tutto è meglio del silenzio. Tutto è meglio che non sentirsi ascoltati.

E poi ho scoperto altro. Ho scoperto di non avere più nulla da dire. Mi è passata la voglia di parlare. Di scrivere. Ma forse era passata già prima. Ho scoperto il vuoto. Niente stimoli. La pagina rimane bianca. Non mi va di parlare, non ho nulla da dire.

I miei stessi pensieri mi sembrano noiosi e triti. A me stessa, figuriamoci agli altri.

Così prendo il mio silenzio e me lo tengo stretto.

Riparto dai miei libri, abbandonati per mesi e ora lentamente ripresi.

Riparto dai miei film, ultimamente gentili nei miei confronti: due visioni meravigliose una di fila all’altra. Cosa chiedere di più?

Riparto da loro.

In attesa di ripartire da me.

Specialista in Nullafacenza e critica ai Massimi Sistemi Inesistenti, maestra di Gattopardismo italiano nonché Essere in cui Accidia ed Ignavia si concentrano con rara perfezione e comunione, Asaka scrive mentre il dottor R, tra un amaretto al pistacchio e una caramella alla liquirizia, arrotonda lo stipendio come centralinista del 15** e tormenta il proprio cuscino (il quale ne è certamente contrariato).

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