Delirio Asakiano,  Riflessioni personali

Un anno di fesserie

Se non me l’avessero fatto notare, non ci avrei nemmeno prestato caso.

Al fatto che è ormai un anno che ho aperto questo blog, intendo. Mi sembra ieri, ma in effetti è stato l’estate scorsa.

Proprio oggi è un anno da quando ho pubblicato i miei primi post, questo in cui mi presentavo, e questo in cui parlavo del libro che mi ha ispirato nel titolo del sito e vorrei che mi ispirasse anche nella vita.

Un tempo ricordavo tutte le date più assurde, mi prendevano anche in giro per gli anniversari senza senso che celebravo, e questo non l’avrei certamente dimenticato. Mi ha lasciato un effetto strano rendermi conto che se nessuno me l’avesse segnalato, non ci avrei pensato.

Al tempo stesso, mi fa sorridere il fatto di essere ancora qui a scrivere dopo un anno, perché la costanza non mi appartiene di carattere, ed ero certa che, una volta divertitami a giocare con il codice, l’hosting e il software di WordPress (cosa che comunque non sarebbe stata possibile se non avessi tormentato di domande Ximi, grazie per avermi sopportato ♥), dopo poche settimane avrei abbandonato l’esperimento, come ho abbandonato a metà tante cose in passato e nel presente.

L’idea di iniziare a scrivere in un sito mi è venuta quando mi sono resa conto che improvvisamente mi sfuggivano dalla mente i film visti, i libri letti… Cose che ho sempre trattenuto nella mia memoria con una facilità estrema, e che improvvisamente mi venivano a mancare. Non è stato piacevole per me accettarlo. Allora ho tentato di dar loro una forma, nella mia mente, un’identità che fosse mia e soltanto mia, spiegandoli con le mie parole.

Li volevo far miei, per trattenerli in me e non lasciarli più scappare via da me.

Da questo punto di vista, purtroppo, le cose non hanno funzionato, ma almeno se rileggo quanto ho scritto si risveglia in me il ricordo di quanto vissuto attraverso la lettura e la visione. Penso sia per questo che dopo un anno sono ancora qui.

Per questo, e per i commenti di chi passa a leggermi. In genere li trovo molto più interessanti e stimolanti di quanto io abbia scritto, e anche se pare che una fuggevole replica esaurisca il loro valore, molti di essi (stranamente! ;)) li ricordo molto bene e li porto sempre con me, e continuo a rifletterci, anche se magari non l’ho mai detto all’autrice/autore.
A questo si aggiunge il fatto che è una sensazione strana, quella di essere letti da qualcuno, qualcuno che passa perché è interessato, non perché costretto.

Per questo tengo a ringraziarvi. Lo farei personalmente uno ad uno, se potessi.

Grazie di cuore.

 

 

Specialista in Nullafacenza e critica ai Massimi Sistemi Inesistenti, maestra di Gattopardismo italiano nonché Essere in cui Accidia ed Ignavia si concentrano con rara perfezione e comunione, Asaka scrive mentre il dottor R, tra un amaretto al pistacchio e una caramella alla liquirizia, arrotonda lo stipendio come centralinista del 15** e tormenta il proprio cuscino (il quale ne è certamente contrariato).

10 Comments

  • Ximi

    Mi hai fatto venire in mente tutte le tue mail e come ci siamo conosciute…e non mi ero resa conto nemmeno io che e’ passato un anno! E’ bello pensare che l’amicizia tra blogger esista e sono contenta di averti incontrata, che tu abbia rivolto a me la tua fiducia..ma ti devo sgridare!!! Non scrivi fesserie…che cavolo!!! Parte tutto dal cuore, dalla passione per le gli attimi intensi che ci offre la vita, seppure con le sembianze di un libro, di un film, di una semplice chiacchierata i commento su un blog! Asaka…continua a scrivere per non dimenticare… e grazie sei speciale, sono fiera di te, del tuo lavoro..di quello che hai fatto nella blogsfera e sei autorizzata a montarti la testa… ma solo per oggi!!! 😀

    • Asaka

      Non me la monto la testa, non preoccuparti, ma grazie di tutte le tue parole.
      Una precisazione è d’obbligo; per me scrivere equivale ad indagare. Quelle che io scrivo sono fesserie perché non riesco mai ad arrivare al cuore delle questioni nevralgiche; ma giro attorno, attorno, attorno… senza mai riuscire a centrare il mio vero obiettivo.
      Fino a quel momento, per me saranno fesserie. 🙂

  • Alice

    Buon compleanno al tuo blog, Asaka!
    Per me è valso lo stesso motivo: fissare nella memoria momenti che altrimenti sarebbero andati perduti. Beh, io sono un caso clinico, anche se ci sono parole che mi hanno colpito o ferito o divertito tanti anni fa e che sono lì impresse e non me le dimentico neanche se voglio.
    Non ti farò di nuovo i complimenti, sai già quanta stima ho di te. E magari un giorno diventerai corrispondente dal Festival di Cannes o di Venezia…chissà…
    Un abbraccio forte forte, amica mia.

    • Asaka

      Ero un caso clinico anche io, Alice… su certe cose lo sono ancora.
      Non penso diventerò mai corrispondente da Venezia, preferirei diventarlo da un isolato eremo dell’Asia orientale… 😀
      Grazie della stima; spero di meritarla, un giorno.
      Un abbraccio anche a te.

  • Altair

    Ora che hai tossito sulla candelina, non ce la offri una fetta di torta? =P
    Ma come, è già finita?! Non hai lasciato le briciole nemmeno per Mugi, che si è adoperata tanto per reperirti i migliori prodotti di pasticceria HTT?! =P
    Seppur a stomaco vuoto, tanti auguri al tuo blog! =)

    (… invecchiato di 365 giorni in un sol colpo… XDDD).

    • Asaka

      Io con Mugi ho sempre lo stesso problema: tu mi dici che arriva, ma io qua non la vedo mai. Ora, se si sia fermata alla ferramenta o altrove non so, sta di fatto che qua Mugi non ha mai portato niente, e pertanto tu, in quanto responsabile per lei, non meriti niente! XDD

      Chissà se riesco a criogenizzare il mio blog per un altro anno! 😉

    • Asaka

      Vi ho copiate senza rendermene conto, me ne sono accorta ieri pomeriggio leggendo il vostro post, che risate! XDD
      Ricordo ancora quello dello scorso anno, che era qualcosa di esplosivo XDDD
      Grazie 🙂

  • JulesJT

    Buon anniversario, Asaka!
    Io sono arrivato decisamente tardi ma mi sono fin da subito trovato così bene! Quando “metto piede qui”, sto come un puciu! ^__^
    Davvero, adoro perdermi nelle tue “fesserie”, Asaka.
    Ci sguazzo, mi arrotolo su di esse come se fossi un involtino…….
    E perché? Perché sono “ricche di ingredienti ma leggere al palato”.
    Piaciuta la similitudine culinaria? XD
    Leggo e rileggo i tuoi commenti ma non mi annoio mai…… trasudano di spontaneità e non passano attraverso nessun filtro.
    Talvolta mi capita di rivolgermi a te utilizzando qualche espressione esageratamente scherzosa (e spesso me ne pento subito pensando: “Oddio, chissà cosa penserà adesso?!”).
    Ti voglio solo dire che mi prendo queste “libertà” soltanto quando mi trovo veramente bene con qualcuno.
    È pochissimo tempo che sono attivo su internet e mi sono subito reso conto di quanto pericolose possano diventare le parole. Davvero, è sufficiente un accento grave lì, un punto esclamativo là o un aggettivo di troppo e……. alè! “Apriti cielo, spalancati terra”…. la frittata è fatta….
    -__________-
    Tuttavia ciò non accade quando mi ritrovo a scrivere su queste pagine perché, come hai scritto tu, “QUI SI PASSA PERCHÉ SI È REALMENTE INTERESSATI E NON PERCHÉ SI È COSTRETTI”.
    Sai bene anche tu che la serenità regna dove non esistono vincoli di alcun genere.

    1 – “ASAKA NEL MÉTRO” È UN LUOGO PRIVO DI VINCOLI.
    2 – I LUOGHI PRIVI DI VINCOLI SONO SERENI.

    (ERGO)

    3 – “ASAKA NEL MÉTRO” È UN LUOGO SERENO.

    (Sillogismo che non fa un piega, right?)

    Ciao e grazie a te. 😉

    • Asaka

      “Sto come un puciu”? XDDD
      Sì che mi è piaciuta la similitudine culinaria… ho preso un chilo solo leggendola!
      Hai ragione, la comunicazione su internet necessita di particolare attenzione, perché mancano gli elementi di comunicazione non verbale, lo sguardo, il tono, i gesti…e quindi tendiamo a desumerli dalla punteggiatura, dalla disposizione delle parole, dagli smilies, per chi li usa… Ma non è il caso di farsi prendere dall’ansia se a volte si è fraintesi e la frittata è fatta… quante volte capita a voce dal vivo? A me ogni tre minuti! 😆 In forma scritta va decisamente meglio: ogni quindici minuti. :mrgreen:
      Jules, quanto a “espressioni esageratamente scherzose” posso assicurarti che chi ti scrive è una degna rivale… molto degna… degna di essere internata, in pratica! A volte non rispondo a tono perché “a casa d’altri” mi comporto da brava bambina. 😉
      Mi fa piacere che ti senta a tuo agio tra i miei deliri; fa un po’ impressione veder definito un luogo sereno gli spazi in cui do un assaggio della mia follia, ed è così inusuale che accetto il complimento con gioia! 😀
      Grazie Jules, davvero. 😉

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