Attualità,  Libri

Addio a Eric J. Hobsbawm

Mi aggiornavo su quanto accaduto nel mondo in mia assenza, quando ho scoperto che proprio oggi è morto Eric J. Hobsbawm, grande e controverso storico del Novecento – e non solo. Autore di testi che sono ormai dei must-read nell’ambito storico, come “Il trionfo della borghesia”, “L’età degli imperi”, “Il secolo breve”, e tanti altri.

Personalmente lo avevo studiato “a tesi” anni fa, ma una lettura sistematica e spontanea dei suoi testi l’ho iniziata davvero di recente, l’estate scorsa, a voler essere precisi. Di lui dicono che sia uno storico marxista, e che in quanto tale non veda nella sua pienezza quello che davvero è stata l’esperienza stalinista. È la solita critica che viene mossa a qualsiasi autore marxista. Per alcuni versi è così, ma sicuramente se si vuole conoscere il comunismo sovietico vale molto più il suo “Il secolo breve” che molti altri libri scolastici e universitari. E se si vuole capire cosa sia stata la Guerra Fredda, al di là della solita retorica da manuale scolastico, è sempre nei suoi libri che bisogna cercare. E se si vuole comprendere quali fossero le cause dell’esplosione antisemita di fine Ottocento, e quali le contraddizioni della sinistra tra xenofobia e democrazia, vedasi risposte precedenti.

Sarà anche discusso e controverso, ma è uno storico che ha vissuto di prima mano molte delle vicende che racconta. Il suo deve essere per forza un punto di vista parziale, ma questo poco vuol dire, se si hanno gli strumenti per interpretare la sua parzialità.

L’ho stimato tantissimo per la lucidità di molti ragionamenti e per una cultura veramente versatile che gli ha permesso di ampliare il mondo della critica storica. Indimenticabile una delle sue prefazioni, in cui ringrazia gli studenti del suo corso universitario senza i quali il suo libro non sarebbe mai nato.

Personalmente da oggi il mondo mi sembra ancora più difficile da interpretare.

Specialista in Nullafacenza e critica ai Massimi Sistemi Inesistenti, maestra di Gattopardismo italiano nonché Essere in cui Accidia ed Ignavia si concentrano con rara perfezione e comunione, Asaka scrive mentre il dottor R, tra un amaretto al pistacchio e una caramella alla liquirizia, arrotonda lo stipendio come centralinista del 15** e tormenta il proprio cuscino (il quale ne è certamente contrariato).

One Comment

  • fabiojappo

    Bel post ! Come laureato in storia contemporanea ho un debole…
    Nel tuo blog si trova di tutto, complimenti 🙂

Leave a Reply

Your email address will not be published. Required fields are marked *