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1° Maggio

Avevo scritto giorni fa che difficilmente avrei ricordato celebrazioni a carattere civile. Oggi è 1° Maggio, e voglio parlarne. Innanzitutto perché non è una ricorrenza strettamente italiana, e pertanto per quel che mi riguarda non ha mai significato sindacati e concertone. E poi perché il problema del lavoro è nevralgico, e in un modo o nell’altro tocca o sconquassa le vite di ognuno di noi.

Ho stilato un elenco (tanto per cambiare) di tutte le persone a cui questa ricorrenza va dedicata; si tratta di quelle persone che portano avanti il mondo, e sono in lotta continua nella loro quotidianità.

 

– A chi svolge il suo lavoro con scrupolo e dedizione, sia o non sia il lavoro desiderato o ambito;

– A chi passa le intere giornate al lavoro, non avendo tempo per sé e per la propria vita;

– A chi passa le intere giornate al lavoro e lotta contro la stanchezza per ritagliarsi qualche spazio per sé e per la propria vita;

– A chi il lavoro non lo trova, e viene risucchiato in una spirale perversa da questa mancanza;

– A chi il lavoro non lo trova, e fa di tutto per non essere risucchiato in una spirale perversa da questa mancanza;

– A chi il lavoro non lo trova, e sostiene ogni giorno e ogni notte e ogni istante una lotta tra la coscienza che intima “Non è colpa tua” e i tranelli mentali che intimano “È colpa tua, non vali nulla”;

– A chi è giovane ed ha un cervello funzionante in un periodo in cui si preferiscono i cervelli spenti, e cerca un Paese in cui il trend sia contrario;

– A chi ha competenze e risorse ed esperienze ed energie e voglia di fare da vendere, ma non trova nessuno che voglia acquistarle;

– A chi perde il lavoro e deve cercare o creare un’alternativa, rimettersi l’ennesima volta in discussione, assistere alla spiacevole e umiliante realtà di un mondo in cui il lavoratore è un birillo;

– A chi, dopo anni di fedeltà e sacrificio, non ottiene dall’azienda quella considerazione e quel rispetto che meriterebbe;

– A chi vede tutte queste cose e mosso da inquietudine e desiderio di cambiare il mondo studia, legge, si informa, si attiva… ;

– A chi svolge il lavoro meno socialmente riconosciuto e più dato per scontato, quello casalingo;

– A chi si occupa dei propri anziani e ne ha cura e sollecitudine, anche se significa dedicarvi l’intera vita;

– A chi il 1° Maggio rimarrebbe ad oziare incurante della vita che incalza e di Zachàr che lascia la casa sporca (io :mrgreen: );

– A chi svolge mestieri pericolosi, o misconosciuti, o sottovalutati;

– A chi non ha paura di privare il lavoro dell’aura sacra e nobilitante, non ha paura a definirlo uno strumento con cui si ricattano le masse;

– A chi riflette sulle incongruenze di cui è impregnata la terminologia usata nel mondo del lavoro;

– A chi svolge un lavoro che ama, per cui è qualificato e di cui è soddisfatto;

– A chi ha trovato lavoro con i suoi meriti e le sue capacità, e non perché figlio di o amico di;

– A chi non trova lavoro o non può occupare una certa mansione perché ha troppa dignità per presentarsi come amico di;

– A quei datori che trattano i dipendenti come soggetti e non oggetti;

– A quei lavoratori che vedono i colleghi con simpatia e non come concorrenti o rivali da eliminare;

– A chi è costretto a lavorare con contratti fasulli o inesistenti;

– A chi è costretto a lavorare in condizioni di pericolo e in mancanza delle adeguate tutele e norme di sicurezza;

– A chi svolge orari massacranti;

– A chi è sottopagato, o non pagato affatto;

– A chi, quando cerca lavoro, deve essere giovanissimo, appena laureato e con delle esperienze nel settore; e magari anche saper fare un triplo salto mortale con avvitamento;

– A chi svolge professioni sociali e mediche e vede nell’altro un essere sofferente e non l’oggetto di una macelleria sociale e fisica;

– A chi svolge professioni ad alto rischio emotivo e riesce a non farsene travolgere e al contempo a non chiudersi in una corazza priva di emozioni.

 

L’elenco che avevo in mente era molto più lungo di questo, ma ora me ne sfugge una buona parte.

Se ritenete abbia fatto omissioni importanti, vi prego di aiutarmi ad integrarlo…

 

Buona festa dei lavoratori a ciascuno di voi.

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Published in Attualità Riflessioni personali

4 Comments

  1. Cosa aggiungere Asaka. Hai già detto tutto tu. Vorrei solo che si rispettasse la dignità delle persone, qualunque sia il lavoro, dal più umile al più specializzato. Se nel primo il lavoratore a volte viene considerato quasi uno schiavo, nel secondo viene preso in giro attraverso il precariato.
    Buon primo maggio Asaka

    • Asaka Asaka

      Eh già… Buon primo maggio a te, Alice.

  2. Un elenco incredibile… dovrei sforzare le meningi per integrarlo… e in questo periodo sono già sotto sforzo….!! 😉
    Quello che mi ha colpito di più è l’ultimo, lo trovo di una estrema acutezza e può andare bene in generale per tutto nella vita, non solo sul lavoro… non perdere le emozioni e non chiudersi in una corazza inutile…
    ciao Asaka e anche a te un salutone Alice… ora vedo se riesco a fare un salto anche da te…

    • Asaka Asaka

      È un elenco che nasce da racconti desolati e desolanti, da riflessioni, da sfoghi, cose che ho ascoltato, in questi giorni soprattutto, ma anche in passato, e che non sono riuscita a dimenticare, nonostante dimenticare sia la cosa che mi riesce meglio 😳

      Ciao Ximi, grazie d’esser passata…

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