Revisioni e recensioni

 

Ho ripensato un po’ al mio rapporto con i film e i libri, in questi giorni. Mi sono resa conto di essere molto incostante nel riuscire a vedere film. Già sapevo che la mia concentrazione è calata tantissimo rispetto a sette, otto anni fa, per dire; riesco a rimanere concentrata solo se la pellicola mi cattura, e la pellicola mi cattura solo se ha qualcosa da raccontare a me, e quel qualcosa lo riesco a comprendere e sopportare solo se sono nello stato d’animo giusto… Insomma, è diventato tutto più complesso. Il che, anche se non è qualcosa di nuovo e vi sono abituata da parecchio, mi lascia comunque una lieve sensazione di amarezza, se penso all’agilità con cui mi muovevo tra le mie visioni ai tempi dell’università. I paletti ho iniziato a metterli quasi tutti dopo (a parte la maggior parte del cinema mainstream e i film con Robert Redford che proprio non reggo per natura); ma a 22 anni, passare ore a guardare “Out 1 – Noli me tangere” di Jacques Rivette (durata, 773 minuti; genere sperimentale), o periodicamente passare in rassegna tutti i film di Ozu, o semplicemente programmare su Rai3 il videoregistratore ogni venerdì, sabato, domenica e a volte anche lunedì sera per tutta la notte, era la cosa più naturale del mondo. A questo aggiungevo le commedie hollywodiane in b/n trasmesse su Rete4, i vecchi film italiani rintracciati su qualche canale televisivo locale, con preferenze verso Tina Pica e il giovane Vittorio De Sica, le prime visioni che estorcevo a chi aveva la pay tv confidando nelle mie abilità persuasive basate sul senso di colpa (altrui, ovviamente), le visioni al cinema… In effetti, ora che scrivo, mi chiedo quando trovassi il tempo di studiare, visto che nel frattempo leggevo anche libri con una media di 2 a settimana.

Se dovessi passare ai libri, il discorso sarebbe ancora più lungo e diverrebbe troppo personale. È un fatto riportabile che leggo molto meno, in tempi molto lunghi (cosa anomala, per me), e spesso rifletto su un libro per così tanto tempo che quando mi accingo a scriverne una recensione, ne ho dimenticato i dettagli e dovrei aprirlo e rileggerlo nuovamente. Cosa che mi rende molto vicina a Penelope salvo il fatto che lei lo faceva volontariamente. Il risultato comunque non cambia; lei non finiva la sua tela e io non riesco a scrivere di libri. Perché, in tutta onestà, faccio fatica anche a leggerli. E a parlarne senza metterci troppo di me.

Ho pensato allora di creare una pagina nuova su cui scrivere delle piccole recensioni dei film visti; quei film su cui non sarei in grado di scrivere una recensione intera, ma di cui comunque vorrei tener memoria. L’idea sarebbe di fare altrettanto per i libri, ma questo verrà (spero) in un secondo momento.

Per ora, c’è solo quella relativa al cinema, qui.

Essendo una pagina in costante aggiornamento, ho aggiunto, nella barra laterale del sito, la possibilità di verificare se vi siano novità sul blog, in modo che eventuali nuove recensioni brevi siano segnalate.

Credo d’aver detto tutto… Spero apprezzerete la mia idea (anche se ora che rileggo il post forse avrei potuto veicolarla con un tono meno lugubre). ;-)

Grazie a chi mi legge sempre… lo apprezzo davvero tanto; per chi scriverei, altrimenti?

 

 

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6 thoughts on “Revisioni e recensioni

  1. E suppongo che ascoltassi anche musica… o vorresti farmi credere che non avevi abbastanza tempo per ascoltare musica? … e magari ogni tanto ti divertivi anche a disegnare… mia cara, non so proprio come tu abbia potuto portare a termine l’università (e in tempi così brevi, per giunta!). :P P.S. Quindi anche tu avevi intere scatole di VHS stipate sotto il letto e non sapevi più in quale altro posto ammassarle :D

    • Non disegnavo “ogni tanto”… sembravo un’invasata… E sì, ascoltavo anche musica. E capitava che mi degnassi di far compagnia a chi richiedeva l’onore della mia presenza. E dormivo tantissimo… OK, lo ammetto, il mio titolo di laurea porta il timbro della città di Paperopoli. XDD

      P.S. Ho ancora scatole intere di VHS, e le svuoto man mano che riesco a recuperare i DVD di quei film.

      P.P.S. Cosa ne sai che ho portato a termine l’università (di Paperopoli) in tempi brevi? :P

      P.P.P.S. Ho bisogno di darmi al gergo commerciale. & & &

  2. “E dormivo tantissimo…”

    Non mi tornano i conti sulla durata effettiva della tua giornata. Deduco che questa ultima attività (… ok ok, chiamarla “attività” è un parolone… chiamiamola “passività”… :P) fosse svolta in contemporaneità con altre. Tipo: dormivi disegnando, o leggevi dormendo… XDD

    Quanto al titolo di laurea, ho capito!, non eri iscritta all’università di Paperopoli. Eri impegnata a studiare tutto lo scibile umano e ti hanno premiata conferendoti una laurea ad honorem. ;)

    • Sbagliato. Dormivo vedendo i film da 773 minuti. Come avrei dovuto fare, altrimenti? :P

      Guarda che i conti non tornano comunque: se dormivo tanto, come facevo a studiare tutto lo scibile umano? Da una che scrive Sátántangó con tutti gli accenti, certe trascuratezze logiche non ce le si aspetta proprio. :-P

      P.S. Il sistema cerebrale consuma molte più energie nel sonno rispetto alla veglia. Pertanto è lecito dire che ero molto “attiva” all’epoca. … Ahi ahi ahi, Altair, siamo state poco attente alle lezioni del prof. di scienze. XDDD

  3. “Il sistema cerebrale consuma molte più energie nel sonno rispetto alla veglia”

    Quindi dormivi mangiando. XDD Era ovvio che i vasetti di miele di eucalipto venivano consumanti nelle ore notturne per soddisfare il fabbisogno energetico del tuo sistema nervoso centrale.
    [E comunque non è un consumo energetico maggiore in termini assoluti, ma in proporzione rispetto a tutto il resto dell’organismo; se svenire ci costasse più fatica che stare in piedi non perderemmo tempo a litigare con la forza di gravità per tutta la giornata - infatti, durante le ferie, con la forza di gravità ci litigo il meno possibile, e mio cervello è estremamente “attivo”. XD]

    P.S. L’hai ammesso tu che dormivi durante i film da 773 minuti (e suppongo anche durante quelli meritevoli di stronc-… ehm… di Mini Recensioni… :D), quindi è ovvio che studiavi lo scibile umano nel resto del tempo.
    Oppure hai suddiviso le attività: durante il primo anno studiavi e leggevi come un’ossessa; durante il secondo anno disegnavi come un’invasata; durante il terzo anno guardavi film da 773 minuti, durante il quarto anno ascoltavi musica e onoravi della tua presenza chi richiedeva la tua compagnia, durante il quinto anno hai dormito tantissimo (mangiando miele) e ti sei ritrovata con una laurea honoris causa e l’iscrizione del libro dei “Guinness dei primati”. :D

    • Sbagliato nuovamente. Il quinto anno non era contemplato nel Vecchio Ordinamento della Facoltà di Nullafacenza di Paperopoli. Il quarto sì, ma io non ebbi il privilegio di viverlo in quanto mi licenziarono anticipatamente causa incapacità di sopportarmi per ulteriore tempo. … Credo proprio che sia tempo che Altair cerchi nuovi e più affidabili informatori. Non so come abbiano fatto a rilasciarti quel diploma da Investigatore Privato. Non conosci nemmeno le basi del mestiere.
      L’idea di uno svenimento perpetuo mi aggrada, ma renderebbe poi inutile qualsiasi attività sinaptica e catabolica, necessaria per litigare con la forza di gravità ed avere un cervello “estremamente attivo”. La mia modesta persona rappresenta l’eccezione che conferma la regola. La mia mancanza di sonno, e pertanto di attività sinaptica e catabolica, si spiega invero con il fatto che non ho alcuna attività cerebrale diurna da elaborare, cosa che mi attribuisce il privilegio di uno stato di permanente incoscienza ad occhi aperti. XDDD

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