Diavoletto#6 strikes again!

Stanchi della serietà dei miei post drammatici e intensi?

Nostalgici delle mie parole prive di senso, dei deliri incomprensibili su diavoli e procioni, e di tutto il resto dell’armamentario asakiano che fa apprezzare al lettore quanto sia bello possedere il lume della ragione?

Vogliosi di altri deliri che facciano aumentare la vostra autostima a scapito della mia?

Eccomi qua disposta a sacrificare per voi la mia serietà e ad accontentarvi.

 

Avrete certamente notato l’improvvisa sparizione dei 5 diavoletti che tanta compagnia mi hanno fatto lo scorso anno. In realtà non è stata così improvvisa come sparizione; essi si sono dileguati all’apparire del Diavoletto#6, che probabilmente concentra in sé una summa delle arti diaboliche dei primi 5, rendendone pertanto inutili le attività. Avrete anche notato una mia perversa affezione nei confronti di tale Sesto Essere Demoniaco, in quanto, nonostante l’impertinenza che sempre dimostra nei confronti della sua padroncina, ormai io, in quanto amante del ruolo di Vittima, non lo immagino più come un diavoletto, ma come un tenero e morbidone orsacchiotto da riempire di coccole e spupazzare da mane a sera (qualcosa di simile a questo, si potrebbe dire).

Ebbene, ho fatto un sogno su questo mio diavoletto, e voglio raccontarvelo.

Ho sognato di andarmene zuzzurellando con il mio diavoletto per un’intera giornata in una città che non è la mia (né la sua… non erano gli Inferi, insomma). Nei miei sogni il diavoletto era così mite e arrendevole che, più che un diavoletto, quel giorno era proprio un cucciolo da spupazzare (cosa che non ho mancato di fare ogni trenta secondi nonostante la sua ritrosia), mentre io, più che un aspirante burattino di legno (ricordate il manico di scopa che mi rende “leggermente” rigida?), ero un’Orsa Bruna pronta a strapazzare il mio riservato orsetto.

Orsetto in Fuga

 

Il mio sogno è stato piuttosto rituale. Stesso luogo, stessa ora, stesso ritardo di dieci minuti, stesso trotterellare affannoso… solo, non vi è stata alcuna incertezza nel volare in braccio all’Orsa Bruna (che non aspettava altro, avendo lasciato a casa il manico di scopa)… E poi ancora il carattere immusonito di quella scostante di Giovanna (l’obliteratrice che non saluta mai), i termometri ancora impazziti e per niente in pace né fra di loro né con se stessi, le campane atte a ricordare il suolo italico in cui si svolgeva l’azione…

Come ogni sogno che si rispetti, non sono mancate le ossessioni della veglia: ambulanze che si aggiravano per ricondurre in luoghi di cura appropriati la sottoscritta (che da mesi reclama il 118), polizia e carabinieri che pattugliavano alla ricerca di sovversivi da arrestare, casualmente sempre nei paraggi dell’Orsa Minore e dell’Orsa Maggiore; stalking ecclesiastico perpetrato continuamente sotto le fattezze di striscioni catecumenali e manifesti di concerti eseguiti da violoncelliste chiesistiche.

Né è mancato il classico rovesciamento dei ruoli tipico del mondo onirico, in seguito al quale quel monello tremendo e impertinente del Diavoletto#6 è diventato una mite e remissiva Vittima della sua padroncina, che non ha perso occasione per spupazzarlo, prenderlo in giro, e poi spupazzarlo di nuovo… Non mi stupirei se al Monello fosse spuntata un’aureola da martire. XDD

 

Stalking su RotelleTra un tormento e l’altro però il Monello parlava, e la padroncina ascoltava, e ascoltava, e ascoltava… e avrebbe ascoltato per ore se fosse possibile prolungare certi sogni in eterno. Ascoltava con tanto interesse che la codina a pon pon si agitava suo malgrado, sebbene, fedele al suo aplomb signorile, l’Orsa Bruna tentava di nascondere questa manifestazione di felicità, anche nei momenti in cui guardava il Monello mangiare, vivisezionare un presunto scampo, chiudersi il giubbino fino al naso dopo essere stato in maglia fino a un secondo prima, offrire le unghiette per uno studio comparativo, rischiare di diventare tabagista per le insistenti offerte di un accendigas, arrancare giustificazioni per motivare l’apertura festiva di un negozio che in realtà era chiuso (XDDD), avvicinarsi pericolosamente e inconsapevolmente alla giostrina su cui la padroncina aveva DECISO di issarlo, ustionarsi le zampette per sbucciare le caldarroste al cui profumo aveva invano tentato di resistere, rizzare le orecchiette morbide al suono di uno strumento inusuale, scattare fotografie dai ponti come nemmeno Cartier-Bresson, invidiare i pattinatori della domenica vantandosi poi di metterci nemmeno un quarto d’ora a percorrere l’intero tratto, fornire precisazioni su un’affermazione di tre mesi prima relativa alla pizza, disquisire di beagles, di Allevi e Beethoven… chiedermi se fosse tutto ok… ♥

[E potevo mai rispondere di no mentre avevo il pon pon posteriore che si agitava tanto?]

 

L'Orsetto e le Caldarroste

… Poi è seguito il risveglio, e un desiderio fortissimo di tornare a dormire e sognare. E tante altre malinconiche considerazioni che ometto perché rovinerebbero il mood delirante del post…

È proprio vero che dei diavoletti non ci si può proprio fidare… Più fanno di tutto per farsi odiare, e più ci si affeziona…

Henri

 

 

 

 

 

 

 

 

 

6 thoughts on “Diavoletto#6 strikes again!

  1. “rischiare di diventare tabagista per le insistenti offerte di un accendigas”

    Scusa, ma per un attimo ho immaginato un accendigas gigante che tentava di vendere sé stesso (o la sua venditrice) a delle Antitabagiste. :D

    Ma… hai fatto di nuovo un elenco! XDD Ci credo che hai riempito un intero paragrafo con una sola frase!, hai fatto l’inventario di tutti i fotogrammi del tuo sogno… :P

    … mannaggia a te! ♥

    • Questo perché tu sei un’impertinente che considera “di un accendigas” come complemento di specificazione piuttosto che di limitazione. :P
      Invece di perdere tempo con l’analisi logica, perché non vai a fare quello schema ad albero di analisi del periodo anacolutica? XDDD

      P.S. non ho fatto l’inventario di tutti i fotogrammi del mio sogno… alcuni li ho tenuti per me… ♥

      P.P.S. … cosa ne sai che era una donna a vendere gli accendigas? XDDD

  2. Ciao Asaka,
    hai più fatto il sogno ripetitivo!?! A distanza di una settimana sono molto incuriosita… i disegni sono troppo teneri e tu pure! :) :) :)

    • Purtroppo no, non l’ho più fatto. Non sai quanto mi manchi.

      E non è tenero il mio cucciolotto di orsetto mentre tenta di sfuggirmi o si scotta con le caldarroste? ♥

      Chiamate il 118, vi prego!

      Ciao Ximi. ;)

  3. I sogni belli bisogna richiamarli prima di addormentarsi, non lo sapevi!?!

    • E chi ti dice che non lo faccia…?

      Fino alla fine dovrò chiedere aiuto al “Doc” Emmett L. Brown. :D

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